giovedì, Settembre 10, 2026

“La morte e la fanciulla”: la danza in scena al Teatro Manzoni

PISTOIA – Venerdì 14 febbraio, alle ore 20.45, al Teatro Manzoni di Pistoia va in scena La morte e la fanciulla, di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni.

Il 14 febbraio arrivano a Pistoia Abbondanza/Bertoni, maestri del teatro danza italiano. Presentano La morte e la fanciulla, vincitore Premio Danza&Danza 2017 come miglior produzione italiana dell’anno e finalista al Premio Ubu 2017, uno spettacolo che affonda le radici in temi universali come la morte, la giovinezza, il destino e la memoria.

Una scena dello spettacolo di danza “La morte e la fanciulla” (foto di Simone Cargnoni)

La musica di Franz Schubert si incarna nei corpi delle tre magnifiche danzatrici, Eleonora Chiocchini, Valentina Dal Mas, Claudia Rossi Valle, che ci accompagnano in una riflessione sulla fragilità e la transitorietà dell’esistenza, ma anche sulla speranza e la bellezza che la vita può offrire.

In scena, come si legge nelle note di regia tre capolavori: quello musicale, il quartetto in re minore “La morte e la fanciulla”, di Schubert, quello fisico, che rappresenta l’essere umano nell’eccellenza delle sue dinamiche, quello spirituale-filosofico, che ci mette davanti al mistero della fine e al suo continuo aleggiare su di noi.

“Come già Matthias Claudius nel testo del lied Der Tod und das Madchen e Franz Schubert nel quartetto d’archi in re minore, abbiamo seguito il tema della morte accompagnata a giovani figure femminili sul crinale di un confine oscuro tra sessualità e morte. Nello spettacolo questi due aspetti sono così distinti: piano coreografico (la fanciulla) e piano video (la morte)”, dicono Abbondanza/Bertoni, che proseguono così: “La danza e la musica di Schubert appartengono al mondo della “fanciulla”.

Sul palcoscenico orizzontale la coreografia, una sorta di stenografia bruciante, segue rigorosamente, fino all’evidenza e all’eccesso, gli impulsi musicali ottocenteschi e romantici. In questa direzione troviamo i corpi nella loro essenza, privi finanche di quell’ultima copertura possibile, fisica ed emotiva. Nudi, come al cospetto della morte”.

La scena, dal vivo, dialoga con i video, alle spalle delle danzatrici in cui viene restituita l’immagine che “la Morte” ha di noi, una visione invadente e sempre presente dell’antagonista delle fanciulle. Il suono è quello silente del velato e inquietante respiro della Morte, sospesa tra i quattro movimenti del quartetto d’archi.

Il tema del nascere e del morire, del cominciare e del finire, ha sempre accompagnato la ricerca di questi due artisti. L’impermanenza dell’essere, delle forme che continuamente mutano ha a che fare con l’arte coreutica perché la danza stessa è una composizione di forme che vanno e vengono ed è in questa dinamica che si trova l’insieme, si trova il senso. In questo lavoro si indugia sulle fasi di transizione, l’aspetto che i due definiscono “crepuscolare” della danza per poter così riflettere sui miracoli della nostra esistenza, l’inizio e la fine.

La musica di Schubert tende verso l’infinito, accompagna verso ciò che non conosciamo e non è razionale, guida al sentimento della trascendenza. Non è una danza comoda, quella di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, che cerchi il consenso incondizionato e il plauso del pubblico, è una danza che pone domande senza dare risposte, che smuove e fa vacillare senza offrire un sostegno, scalfendo in modo indelebile certezze e preconcetti per trasportare in un viaggio che avrà inevitabilmente esito incerto.

Posto unico: € 18.00 intero, € 15.00 ridotto, ridotto € 9.00 Giovani Card e Carta dello Studente della Toscana

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