mercoledì, Settembre 9, 2026

La mostra personale di Paolo Beneforti negli Antichi Magazzini

di Beatrice Beneforti

PISTOIA – Tutte opere piccole e piccolissime quelle esposte negli Antichi Magazzini da Paolo Beneforti fino al prossimo 24 giugno.

Dimensioni scelte per l’occasione per confluire l’attenzione dei visitatori sulle piccole rappresentazioni esposte.

Letteratura, scultura e pittura si incontrano in queste sale espositive, racchiudendo le passioni dell’autore, in piccole forme stilizzate talvolta chiuse in libri veri e sacrificabili.

L’artista Paolo Beneforti con il critico d’arte Siliano Simoncini (fotografie di Stefano Di Cecio)

“A legare i lavori, in questa mostra, non è un tema – spiega Beneforti – ogni opera porta in sé un argomento che in quel momento volevo concretizzare in qualcosa di visibile. Non ho la pretesa di dire niente di necessario ed è per questo che ho scelto queste opere piccolissime: vorrei che i visitatori della mostra non si sentissero “costretti” a trovare un significato nascosto, ma che percepissero la narrazione fiabesca delle opere”.

La fiaba, la favola, l’immaginario personale che diventa collettivo sono gli unici fili che legano il lavoro di Paolo, a cui è molto affezionato.

All’inaugurazione della mostra è intervenuto Siliano Simoncini, noto critico d’arte del nostro territorio: “Paolo è una figura anomala, inconsueta. La sua pittura è più da leggere che da vedersi. Ogni lavoro è come se fosse una pagina di un volume che non segue una continuità, ecco perché parlo dell’arte delle ambiguità. Tema che affronto spesso, occupandomi di Estetica, dove l’ambiguità viene vista in maniera negativa. Io penso invece che l’ambiguità nell’arte possa creare spunti innovativi. L’opera d’arte che non segue gli schemi tradizionali non è autoriferita e per questo crea nuovi dialoghi, nuove interpretazioni.”

Le opere della mostra sono state create con diverse tecniche, acquerelli, bozzetti, sculture di terracotta, tempera spesso riunite in un unico lavoro incastrato nelle scatole o nelle cornici che ci può riportare al lavoro, per esempio, dell’americano Joseph Cornell che negli anni trenta del secolo scorso inizia a assemblare le sue prime Shadows Boxes che poi diventeranno delle vere e proprie Wunderkammer che espongono il quotidiano riqualificando l’oggetto come rara preziosità.

Paolo, però, a differenza dell’americano Cornell, si concentra sull’immaginario, sul racconto quasi onirico del viaggiare. Un viaggiare inteso come un cammino interiore nell’uomo che cresce e si evolve attraversando le proprie fasi evolutive con profondità, leggerezza e ironia.

Sagome, volti e animali che cavalcano le pagine dei libri o sopra le città, è il modo con cui Paolo ha rivelato al pubblico la sua versatilità e la sua continua ricerca di una realtà parallela a quella che viviamo, abbandonandosi al suo immaginario fantastico dal sapore letterario grazie all’applicazione delle figure tradizionali della retorica: la tautologia, l’allegoria e la metafora.

La mostra è aperta dal Martedì al Sabato, dalle 11:00 alle 13:00, dalle 17.00 alle 19:00.

Mercoledì pomeriggio chiuso. Ingresso libero.

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