PISTOIA – Alcuni giorni fa è uscito sul profilo Facebook “Certilibri”, una recensione di Mario Messina al libro di Cristiano Rafanelli “La notte in pieno giorno” (Betti Editore). Ecco alcuni stralci.

“Ad un anno esatto di distanza dalla prima recensione mi trovo tra le mani la nuova “creatura” di Cristiano Rafanelli. Una nuova pubblicazione che, sulla scorta di uno schema già collaudato, si propone di sottoporre al lettore otto enigmi con duplice soluzione.
Lo scrittore conferma, in tal maniera, la volontà di rendere il lettore parte attiva ed interessata. Non mero spettatore.
Per chi si avvicinasse, per la prima volta, a questo tipo di opera occorre, preliminarmente, specificare che si tratta di un agile volume contenente otto brevi “gialli”, ciascuno accompagnato da una duplice soluzione.
Quest’ultima va, così, ricercata nel particolare, nelle sfumature contenute nel testo.
Richiedendo al lettore una particolare attenzione nella lettura.
Dal momento che l’incastro perfetto non sempre risulta di immediata individuazione, le due soluzioni offerte possono essere lette, così, con altrettanto interesse.
Non è remota, pertanto, la possibilità che una soluzione risulti più “appetibile” ma errata e l’altra, invece, meno “attraente” ma più rigorosa.
Per chi, come il sottoscritto, ha avuto il piacere di leggere entrambi i testi risulta agevole registrare una evoluzione tale da non rendere quest’ultima pubblicazione una mera riedizione, sotto altre forme, della prima.
Innanzitutto a variare, parzialmente, è il duetto chiamato a condurre le indagini.
Il commissario Antonio Federici ha sostituito, infatti, il commissario de Paoli e ad affiancarlo, adesso è una donna: Camilla Ranzi.
Ora, facendo un raffronto, se nel primo volume il rapporto, fortemente conflittuale, tra commissario e sottoposto godeva di notevole spazio, nel nostro caso risulta, invece, più circoscritto.
Solo in apertura, infatti, l’autore ci tiene a precisare quali rapporti intercorrano tra il commissario e la sua assistente sottolineando come il primo faccia particolare affidamento sulle brillanti intuizioni della seconda.
Più attenzione viene riservata, invece, ai personaggi che popolano gli otto racconti.
Con una particolare opzione descrittiva.
Ad ogni soggetto l’autore attribuisce una descrizione fisica quanto caratteriale, quasi che la seconda risulti la naturale conseguenza della prima.
Ora, trattandosi di gialli, l’assassinio è l’ingrediente imprescindibile.
Con delle caratteristiche che il nostro Autore rende ricorrenti.
Raramente è frutto di una meticolosa pianificazione.
Si tratta, per lo più, di raptus che colpiscono l’uomo comune, il “vicino di casa”.
Non l’assassino seriale affetto da turbe psichiche.
Episodi, per lo più, sintomo di frustrazioni che esplodono dirompenti.










