FIRENZE – Dal 28 novembre al 14 dicembre, in occasione dei progetti improntati sulla legalità rivolti agli studenti e del trentennale delle stragi di mafia, grazie al forte impulso dato dal Questore della provincia di Firenze Maurizio Auriemma e al supporto dell’Ufficio Scolastico Provinciale, la Polizia di Stato ha organizzato un “Percorso alla Memoria”, per far conoscere ai più giovani, e non solo, la delicata tematica della lotta alla criminalità.
Nello specifico, oggetto delle 3 iniziative in cui si articola il progetto, sarà la malavita organizzata. Durante la prima fase, dal 28 al 30 novembre 2022, all’interno della Caserma intitolata a Fausto Dionisi, si svolgerà l’esposizione della Teca della “QuartoSavonaQuindici”, la Fiat Croma blindata sulla quale persero la vita Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro: gli uomini della Scorta del Magistrato antimafia Giovanni Falcone che viaggiava con la moglie, nonché collega, Francesca Morvillo.

La Caserma Dionisi aprirà le porte, per tre giornate consecutive, agli studenti degli Istituti Superiori interessati al virtuoso progetto. In tale contesto, prendendo parte attiva all’iniziativa, gli allievi parteciperanno, insieme ad alcuni Funzionari della Polizia di Stato, all’esposizione del materiale realizzato dall’Ufficio Stampa e Relazioni Esterne della Questura, arricchendo gli interventi con la proiezione di alcuni video originali di loro produzione sulla tematica della legalità, in una chiave nuova e moderna. Il progetto è stato, infatti, ideato nella continua ricerca di una partnership con i ragazzi delle scuole, che hanno contribuito attivamente già dalle primissime fasi di realizzazione dello stesso, partecipando dapprima ad una riunione con il Questore ed alcuni Funzionari della Polizia di Stato per discutere insieme la delicata tematica da affrontare.
Preziosa sarà la presenza dell’Ispettore della Polizia di Stato in quiescenza Angelo Corbo – Medaglia d’Oro al Valore Civile – che, sopravvissuto alla Strage di Capaci, darà valore aggiunto al progetto, rappresentando al contempo una testimonianza tangibile di spirito di sacrificio e forte senso del dovere. Accanto ad Angelo Corbo, l’Assistente Capo della Polizia di Stato in quiescenza Giampiero Gregori fornirà il suo singolare contributo, condividendo con i ragazzi delle nuove generazioni la sua importante esperienza come capo scorta del Magistrato Antonino Caponnetto alla guida, dal 1984 al 1990, il Pool antimafia istituito dal Magistrato Rocco Chinnici nel 1980.
Lungo il corridoio della Caserma saranno inoltre ospitate 9 riproduzioni fotografiche realizzate dal Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Palermo che immortalano e raffigurano – purtroppo – i crimini efferati della mafia e i momenti più significativi ad essi collegati, tramandati nella storia. Una decima riproduzione, realizzata attraverso un collage di scatti fotografici illustrerà, invece, i tragici momenti immediatamente successivi alla Strage di Via dei Georgofili, compiuta per mano di Cosa Nostra, in cui persero la vita cinque vittime innocenti.
Nella sua seconda fase, il progetto proseguirà con l’esposizione della “QuartoSavonaQuindici”, emblema del sacrificio degli uomini della Scorta, all’interno del portico dell’Educandato di “SS. Annunziata”, situato nella Villa del Poggio Imperiale, prestigiosa struttura fiorentina che da anni accoglie ragazzi e ragazze da tutto il mondo e che attualmente conta circa cinquecento studenti.
Durante la terza ed ultima fase dell’evento, impreziosita dalla partecipazione del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, il 12 e 13 dicembre, d’intesa con il Sindaco Dario Nardella e grazie al contributo del Direttore della Galleria degli Uffizi, la Teca, verrà esposta in piazza Signoria nei pressi della Loggia dei Lanzi, proprio a pochi passi dalla via teatro dell’attentato esplosivo di matrice mafiosa avvenuto nel maggio del ’93.
Nella mattinata del 13 e del 14 dicembre Tina Montinaro incontrerà infine gli studenti per promuovere ancora una volta insieme a loro la cultura della legalità e per fare in modo che il contachilometri della Fiat Croma blindata sulla quale viaggiava suo marito risulti fermo solo apparentemente.





