di Alberto Vivarelli
PISTOIA – “Questa volta sei stato particolarmente insidioso e pesante”, mi scrive Roberto Agnoletti a commento del mio articolo sulla vicenda Bernard Dika. Lo ha fatto in una chat privata, nella quale l’ho invitato a rendere pubbliche le sue riflessioni per poter fare un ragionamento più ampio della cronaca. Ha pubblicato la sua riflessione su Facebook, anche se solo parzialmente.

Agnoletti è persona garbata, con il quale è piacevole discorrere. E’ anche un noto esponente del Pd, anzi di quella parte del Pd che tempo fa – non so se a torto o a ragione, vista la complicata galassia piddina – definii “sinistra etica”. Un’area politica che fa della questione morale il proprio caposaldo: intransigente, rigorosa, ligia alle regole dell’etica; calvinista per certi aspetti, più flessibile per altri, come nel caso dell’elezione del segretario comunale del Pd.
Bene, anche Agnoletti, di solito molto attento anche alle sfumature, guarda il dito invece di volgere lo sguardo alla luna.
Riassumo.
Alla fine del mandato del Presidente Giani, la Regione decide di stampare un libro (169 pagine non sono “un libretto”) che costa migliaia di euro (ho chiesto un preventivo approssimativo: per 1000 copie circa 8mila euro) per dare conto dei risultati del progetto “GiovaniSì”, fiore all’occhiello dell’Amministrazione Giani, il cui responsabile e promotore è Bernard Dika. Nessuno si è chiesto perché solo per quel progetto e non per i tanti altri della Regione, è stata decisa la pubblicazione di un libro.
Passi – ma non troppo – la logica promozionale che ha guidato la scelta, rimane tutta in piedi la questione etica. Il problema della stampa del libro, nella vicenda diventa secondario perché Dika non solo è il responsabile del progetto ma è anche un candidato in pectore al prossimo consiglio regionale del Partito Democratico nella circoscrizione di Pistoia. E’ etico che un candidato utilizzi strumenti e soldi pubblici per promuovere se stesso? Diverso sarebbe stato se non avesse proposto la propria candidatura.
“Qualcuno – prosegue l’esponente del Pd – considera poco corretto farsi continuamente fotografare e filmare da parte di Giani quando promuove un’attività coperta o contribuita finanziariamente dalla Regione?”. Il paragone è improprio, se non addirittura temerario: Giani si presenta sempre in veste ufficiale di presidente, lo si potrà accusare di eccessivo presenzialismo, ma cosa c’entra con il libro?
Ma andiamo oltre.
Come detto, Agnoletti è sempre molto attento alle sfumature, gliene proponiamo una: il libro “GiovaniSì” è stato diffuso su tutto il territorio regionale o solo nella circoscrizione di Pistoia? La differenza è facilissima da capire.

Infine la promozione extra libro.
In queste settimane non stanno arrivando solo libri (a proposito, perché la data delle lettere è del giugno-luglio 2025?). Alle associazioni è arrivato un attestato di gratitudine, alle aziende Bernard Dika ha fatto recapitare una bandiera della Regione Toscana (100×150 cm) accompagnata da una lettera: “A nome della Regione Toscana e del Presidente Eugenio Giani, desidero rivolgere a voi un sentito un sentito ringraziamento per il ruolo che ogni giorno svolgete nello sviluppo economico…”, con una perla finale: “Rimanendo a disposizione per ogni necessità”, segue la firma.
A quale titolo il giovane portavoce di Giani ha inviato la bandiera e gli attestati: sono attività che hanno a che fare con “GiovaniSì”?
Non è assolutamente in discussione il progetto “GiovaniSì”, di grande valore, ma solo alcuni comportamenti, diciamo poco virtuosi.
La questione morale non dovrebbe avere colore, l’etica dovrebbe mettere al bando le tifoserie politiche che sono il male vero della politica italiana: sempre pronte a giustificare anche l’ingiustificabile, perdonare e assolvere i “propri” rappresentanti. E, si sa, le domande sono fastidiose: meglio guardare il dito che la luna, perché quel bellissimo e romantico satellite ha tante luci, ma anche tante ombre che molti preferiscono lasciare così come sono.







