di Riccardo Agostini
PISTOIA – Al Parco Gea di Pistoia, ex Cespevi, si è tenuto l’incontro “La riforma per il florovivaismo. Opportunità e prospettive”, promosso dal Distretto Rurale Vivaistico Ornamentale di Pistoia e da AVI, Associazione Vivaisti Italiani.

Un incorno che ha visto come ospiti il Sen. Patrizio La Pietra, Sottosegretario di Stato al MASAF (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste) con delega al florovivaismo, e l’On. Irene Gori, componente della Commissione Agricoltura. Sono arrivati al confronto con una linea politica già tracciata dall’avvio dell’iter per l’approvazione del decreto attuativo della legge delega che riforma l’intero settore. Il Decreto attuativo è uscito dal Consiglio dei Ministri tenutosi il 30 aprile scorso.
Adesso sono previsti una serie di passaggi, per poi tornare, dopo 90 giorni, in consiglio per l’approvazione definitiva e la sua entrata in vigore, dopo la firma della Presidenza della Repubblica. Prima che sia reso esecutivo, quindi, passerà ancora un po di tempo, ma la riforma è in dirittura d’arrivo, dopo alcuni anni di attesa da parte di tutti gli operatori del comparto.
“Un passaggio storico – ha sostenuto il Sen. Patrizio La Pietra – perché intanto definisce chi fa parte della filiera, dai produttori del verde, fino ai manutentori. Dà chiarezza dei ruoli in tutto il settore, definendo anche altri aspetti di questa attività, come quello forestale o quello orticolo e fruttifero. Abbiamo costituito anche un tavolo permanente al Ministero, per fare sì che ci sia un piano quinquennale, e promosso una raccolta di dati statistici per prevedere e dare strategie. Abbiamo inoltre previsto i contratti di coltivazione che permetteranno di programmare gli interventi con gli enti locali. Al momento non sono previste risorse, ma il decreto spiana la strada per trovarle”.

“Vorrei aggiungere anche che abbiamo inserito l’obbligo per le Regioni di proporre delle misure specifiche per il settore florovivaistico, così come ritengo altrettanto essenziale aver potenziato l’aspetto formativo all’interno degli istituti agrari, ma anche con l’istituzione di master, con l’ITS, ed altre forme, per dare un futuro ai giovani ed al ricambio generazionale del settore” ha concluso il senatore.
Siamo dunque ad una svolta per il florovivaismo, settore che per Pistoia ha una notevole rilevanza. “Una legge importante – ha spiegato l’On. Irene Gori – perché riconosce il florovivaismo come una attività strategica nel comparto agricolo e dà opportunità concrete per gli investimenti e la programmazione a lungo termine. Per il momento non ci sono risorse, ma la legge dà i mezzi per individuare i bandi ad oc e cercare le risorse successivamente”.
“È un giorno importante – ha sottolineato Vannino Vannucci – per una legge condivisa e discussa insieme. Non è un caso se siamo a Pistoia, segno di riconoscimento del nostro lavoro e delle nostre attività. Siamo onorati per questo e responsabilizzati. Il nostro settore ha molte peculiarità. Ha Pistoia siamo produttori veri di piante che in questi tempi sono sempre più importanti. Il cambiamento climatico è ormai evidente ed il verde assume sempre maggiore rilievo. Ringrazio, dunque, la politica per il contributo che dà alla costruzione di questo laboratorio vivaistico. Grande significato assume anche la parte della formazione attraverso la collaborazione con istituti scolastici e universitari. Dobbiamo far crescere le professionalità per il nostro ambito che non è una seconda scelta, ma è centrale per la nostra zona”.
Gli interventi si sono susseguiti, anche con qualche nota polemica. “La legge riconosce – ha detto Fabrizio Tesi, presidente Coldiretti – l’importanza del settore. Pistoia è un modello per l’Italia. Mi dispiace che un settore come il nostro sia contrastato da qualcuno, disconoscendo il nostro impegno per rendere l’ambiente più sano. Questa legge porta, inoltre, equità: tutti con le stesse regole, senza paura per la concorrenza”.
Infine, l’intervento del sindaco Anna Maria Celesti. “Questa riforma coinvolge gli enti locali sulla programmazione. Questo – ha messo in evidenza – aiuterà nella scelta degli interventi paesaggistici in città. La formazione, invece, ci può aiutare nel superare i pregiudizi con il ricorso alla scienza e alla conoscenza. Mi auguro possa nascere un marchio delle piante di Pistoia perché costituiscono un’eccellenza”.







