di Marzio Dolfi
PISTOIA – Con toni misurati, ma l’esasperazione appare evidente: una frazione intera che non ne può più della convivenza impossibile con una strada che negli anni è diventata sempre più pesante: in soli due mesi (da dicembre a gennaio) ci sono stati un incidente mortale (in cui sono morte una anziana e la nuora) e un altro gravissimo investimento in cui sono rimaste ferite tre ragazzine di 16 anni, finite sotto un’auto mentre tornavano da scuola. E altri scontri si sono succeduti nel tratto di strada che va fra lo Sperone e Ponte alla Pergola, uno dei punti a più alta densità di incidenti di una strada che è spesso sulla pagine della cronaca, la via Fiorentina.

La gente che abita nella zona di Ponte alla Pergola, ha preso carta e penna e ha raccolto le firme sotto a una petizione per il Consiglio comunale; e stamani cittadini e giornalisti si sono incontrati nel Circolo Arci di Ponte alla Pergola per presentarla e per gridare forte una richiesta di aiuto.
La rabbia fra la tanta gente del posto che ha partecipato all’incontro è palpabile: con la sottolineatura dei punti caldi di una strada che sempre più è diventata negli anni una odissea, un susseguirsi di ricordi dolorosi, un album di incidenti e dolori.

Ma la gente di Ponte alla Pergola non ci sta più. E chiede un intervento, un progetto, una attenzione concreta da parte dell’Amministrazione comunale. “Noi non abbiamo soluzioni in tasca – ha detto uno dei promotori della petizione, Stefano Di Cecio – chiediamo misure che siano in grado di prevenire. Noi facciamo questo per prevenire quello che succede e non parlarne dopo che è successo”.
“Non siamo noi a dover proporre la soluzione, questo tocca ai tecnici”, ha aggiunto Massimo Luca Lenzi. Ad illustrare il senso della proposta anche Marco Nativi. Ma ognuno dei presenti aveva una storia da raccontare, una storia della ‘dannazione’ della via Fiorentina. “In certi momenti – ha detto uno dei presenti – è quasi impossibile uscire di casa, per cui conviene passare dal retro, la porta che dà sulla strada è praticamente impraticabile”. Un lungo tratto che attraversa tutta la frazione non ha traccia di marciapiedi in nessuno dei lati della strada.

Poi c’è la velocità, sempre eccessiva, sempre oltre i limiti e che diventa impossibile nella notte.
“L’alta velocità con cui gli automezzi percorrono la strada – è scritto nella petizione -mettendo a rischio l’incolumità sia degli altri automobilisti che dei pedoni e delle persone che utilizzano biciclette o ciclomotori”.
A questo si aggiungono i mezzi pesanti “(camion, autoarticolati, autobus) che sia per il peso che per la velocità mettono a rischio la staticità e l’integrità delle abitazioni presenti lungo la strada”. Le case tremano. Troppo spesso e con troppa intensità.

Elementi inequivocabili, per cui la gente di Ponte alla Pergola (con oltre 250 firme) chiede al Consiglio comunale:
- Di impegnare la Giunta a predisporre estesi e puntuali sopralluoghi tecnici che vedano il coinvolgimento diretto della popolazione della zona al fine di operare una precisa ricognizione di tutte le potenziali criticità esistenti, sia per quanti riportato in premessa, sia per le condizioni qualitative della via Fiorentina in termini di segnaletica verticale ed orizzontale e fondo stradale.
2. Di impegnare la Giunta, a seguito di opportuni sopralluoghi, a predisporre un piano organico e dettagliato degli interventi che sarebbe necessario progettare e realizzare al fine di assicurare la risoluzione di tutte le problematiche emerse.
3. Di impegnare la Giunta a stanziare le risorse necessarie alla programmazione degli interventi e di impegnarsi ad attivare i necessari interventi di messa in sicurezza della strada anche con controlli sul traffico, con particolare attenzione alla velocità degli automezzi.
4. Di impegnare la Giunta fa verificare a che punto sia il progetto della variante di via dei Bonechi che avrebbe dovuto collegarsi ad un nuovo casello autostradale (Pistoia ovest).
5. Di comunicare eventuali progetti e/o azioni d’intervento già ipotizzate dall’Amministrazione.
Le richieste di oggi sono una sottolineatura, che la gente spera abbia un’attenzione maggiore di quanto successo qualche anno fa, quando ci fu una raccolta firme praticamente ignorata dall’Amministrazione.
Questa zona e il suo rapporto con la strada che l’attraversa ha bisogno di risposte e non di altri incidenti e altri lutti. “Come quando 13 anni fa , quando mi hanno ammazzato il marito”, dice senza gridare una anziana signora, preoccupata oggi per i suoi nipoti.







