di Simone Tofani
FIRENZE – Una serata speciale all’insegna della musica genuina e multigenerazionale dei Pinguini Tattici Nucleari.
In una Firenze praticamente paralizzata da un infinito flusso di veicoli diretti verso la location della settima tappa del Tour Stadi – Hello World, ha accolto con grande calore ed entusiasmo la band bergamasca.

La magia ha preso forma intorno alle 21:30, quando dai maxi schermi del Visarno Arena è iniziato il countdown che ha dato il via a “Hello World” brano seguito da una esplosione di musica e colori, nel vero senso della parola, grazie ai cannoni spara coriandoli che sul finire della canzone ha creato un mosaico di pixel colorati più grande del palco stesso.
Mentre vengono soffiati via gli ultimi quadretti colorati rimasti intorno alla band, è il momento di farsi trasportare dal ritmo irrefrenabile di “Giovani Wannabe” seguito da boato di approvazione proveniente dalle oltre 35.000 persone presenti nell’arena che hanno trasformato la musica proveniente dal palco in una vera e propria bolla di energia condivisa: mani alzate, voci all’unisono e un sapore di festa che ha contagiato ogni spettatore.
Con “Ringo Starr” i Pinguini hanno dipinto un quadro fatto di malinconia e ritmi festosi. I riflettori, alternando tonalità calde e più fredde, hanno giocato con volumi e atmosfere, creando un effetto cinematografico che ha esaltato la voce di Riccardo Zanotti. Quel timbro leggermente roca, capace di sfiorare l’ironia più sottile senza rinunciare alla profondità, è diventato la colonna sonora perfetta per una platea rapita.
Brano dopo brano il pubblico prende la forma di un’onda travolgente. Tra cori a squarciagola e coreografie improvvisate, è diventato chiaro quanto i fan conoscano ogni sillaba a memoria. Un’euforia che, pur nell’ampiezza dell’arena, ha mantenuto la genuinità di un piccolo club, trasportando tutti nel cuore pulsante dello spettacolo.
Si spazia principalmente dall’album “Hello World” a “Fake News”, senza però non scordarsi dei canzoni di pubblicazioni più datate come “Bergamo”.

Tutto è curato nei minimi dettagli, dalle scenografie a cubi colorati agli strumenti utilizzati dalla band in pixel art, oltre alla grancassa della batteria che ricorda un piccolo mondo. Il tutto accompagnato da grafiche sui maxi schermi che riportano alla mente videogiochi a 8 bit.
“Scrivile Scemo” è accomapagnata da una distesa di smartphone che hanno illuminato l’arena come stelle cadenti. Non c’è tempo per il pubblico di fermarsi un secondo, tante sono le canzoni che questa band ormai ha impresso nel cuore di grandi e piccini, perché uno dei loro più grandi pregi è proprio quello di arrivare a tutti, infatti il pubblico presente ha una così grande diversità che ci sono in alcuni casi anche tre generazioni, pronte a cantare e scatenarsi sia in brani più vecchi che nei più recenti come ad esempio “Islanda”, una delle Hit più passate in radio dalla pubblicazione dell’album.
Tra interazioni con il pubblico come l’immancabile tatuaggio durante il brano “Hold On” e lacrime condivise su questa o quella canzone, ci avviamo verso il gran finale e non possono mancare brani del calibro di “Ridere”, “Rubami la notte” e “Pastello Bianco” una chiusura che ha impresso nella memoria il perfetto equilibrio tra leggerezza e consapevolezza.
Il live fiorentino dei Pinguini Tattici Nucleari ha ridefinito ancora una volta il concetto di concerto, facendo capire quanto sia importante l’interattività con il pubblico presente che come dice anche Zanotti dal palco è da ringraziare chi fa chilometri per venirci ad ascoltare e loro per questo fanno di tutto per far sì che sia un’esplosione sinestetica di suoni, luci e pixel, catturando e unendo migliaia di cuori in un’esperienza talmente travolgente da restare scolpita nella memoria di chi c’era.









