di Giacomo Martini
ALTO RENO TERME – Il problema prioritario, fondamentale per uno sviluppo turistico, economico e sociale dell’Alto Reno e di tutta l’area montana sono le vie di comunicazione: strade, ferrovia, internet.
Contrariamente a ciò che afferma il presidente dell’assemblea regionale, Maurizio Fabbri – che forse poco frequenta queste zone -, la situazione in Appennino è disastrosa.
La statale 64 “Porrettana” è ostaggio di frane quasi quotidiane, da Sasso Marconi a Pistoia. Non stanno meglio le due linee ferroviarie: Bologna-Alto Reno Terme-Pistoia: i pendolari sono lì a testimoniare i disagi quotidiani con cui sono costretti a convivere.
Come se non bastasse, dal 19 luglio la linea dei treni da Bologna a Porretta sarà chiusa e sostituita dai bus; lo stesso accade quotidianamente per il versante toscano. A questo proposito, non possiamo dimenticare che la vicina Toscana ha da sempre rappresentato un flusso di utenza molto significativo.
Non va meglio per i servizi immateriali. In ampie aree dell’Appennino, la connessione internet non esiste o non garantisce un servizio idoneo.
Per ultimo, ma non ultimo, il problema dei servizi socio-sanitari, acuito dalla carenza di personale medico e infermieristico.
Di fronte all’aumento dei nuovi residenti, l’attuale situazione dei servizi, già carenti, è destinata a peggiorare.
Non si può parlare di riscatto delle aree interne se mancano i servizi essenziali. E non si capiscono le strategie della Regione Toscana che dovrebbe battere un colpo.










