sabato, Aprile 11, 2026

La Via di Mezzo di Ghizzano e le case colorate di David Tremlett

GHIZZANO – Un “borgo d’artista” immerso nella campagna tra le colline toscane, una via in mezzo al paese in cui un intervento di wall art ha ridato vita alle vecchie case e aperto la strada a originali contaminazioni d’arte contemporanea.

Ci troviamo a Ghizzano, frazione del comune di Peccioli inserita nel verde e nei paesaggi rurali della Valdera, che a partire dal 2019 è stata fatta oggetto di alcuni interventi di artisti italiani e internazionali, iniziando a ospitare installazioni all’interno di un fortunato progetto di rigenerazione urbana e di promozione del territorio. Non a caso Ghizzano è entrata a far parte di un vero e proprio “circuito” dell’arte contemporanea, segnalato dai celebri “Giganti” di Naturaliter, che dal centro di Peccioli – piccola “capitale” toscana della land e urban art, nonchè vincitore nel 2024 del titolo di “borgo dei borghi” – si snoda ad anello a comprendere le frazioni vicine, anch’esse coinvolte in anni recenti dalle contaminazioni artistiche.

Alcune immagini della Via di Mezzo di Ghizzano, gfrazione di Peccioli in Valdera, con le case colorate, opera di wall art di David Tremlett (foto portale Peccioli.net)

Un itinerario di una quarantina di chilometri facilmente percorribile in auto, ma ancor più suggestivo se fatto in bicicletta, che ci conduce alla scoperta di un paesino in apparenza anonimo e simile ad altri sul territorio, ma la cui storia è radicalmente cambiata grazie all’intuizione dell’artista inglese David Tremlett, giunto a Ghizzano dopo aver eseguito già alcuni interventi di land art presso la vicina discarica di Legoli.

Tremlett osserva con attenzione le vecchie abitazioni rurali dalle facciate in mattoni e calce lungo la Via di Mezzo che attraversa il piccolo borgo: la sua idea è quella di ridare vita a quelle case sbiadite dal tempo attraverso il colore, un colore che sia capace di integrarsi con l’ambiente circostante e di dialogare con i paesaggi della Valdera. Ecco allora una wall art policroma con protagonisti il verde in tutte le sue diverse gradazioni, dal lime al giada e dal marino allo smeraldo, e il marrone dall’ocra al bordeaux: tonalità che richiamano le dolci colline boscose e il terreno dei vigneti e delle olivete Di questa zona della provincia pisana.

Pur esprimendosi sulle facciate delle case, quella di Tremlett a Ghizzano è in tutto e per tutto un’arte ambientale, in grado di sviluppare a prima vista nel visitatore un collegamento immediato e diretto tra le gradazioni di colore usate per dipingere le abitazioni della Via di Mezzo e i colori del mondo rurale in cui il paesino è immerso.

Già percorrendo i primi metri della via, la rapida successione di facciate monocromatiche crea un’impressione di vitalità, ma allo stesso tempo di calma e serenità, grazie alla scelta di gradazioni tenui al posto di colori vivaci giustapposti gli uni agli altri.

La gradualità di colori nella successione delle case e il richiamo alla natura sono i due principi che l’artista ha seguito nell’esecuzione dell’intervento; oltre alle facciate dipinte, ogni serramento è stato evidenziato da brevi linee verticali e orizzontali color mogano che creano dei contrappunti visivi e che sorreggono l’intera struttura compositiva. In questo modo l’attenzione dell’osservatore viene catturata e indirizzata verso alcuni dettagli che talvolta sfuggono, e che di rado compaiono nelle foto postate sui social dai visitatori di passaggio: ecco allora dischiudersi tutto un insieme di elementi architettonici e di “particolari” alle porte e alle finestre come archetti, balaustre, nicchie con vasi di gerani o immagini votive, lucernari.

È un modo nuovo e diverso di vivere lo spazio, che Tremlett ha concepito fin dall’inizio in maniera unitaria: in questo è stato aiutato anche dalla conformazione della strada, che sul lato destro presenta una successione ininterrotta di abitazioni senza alcuno spazio intermedio, mentre sul lato sinistro vi sono l’incrocio con un’altra via e un tratto di muro in corrispondenza di un giardino. Una strada relativamente breve e ben visibile dall’inizio alla fine in entrambi i sensi, luogo ideale per un intervento tra arte contemporanea e riqualificazione urbana che ha tuttavia saputo cogliere e mantenere l’anima del borgo.

Una visita a Ghizzano è anche l’occasione per scoprire due ulteriori installazioni di arte contemporanea: “Elevatio Corpus” di Patrick Tuttofuoco (2019), tre sculture in marmo, neon e ferro ispirate a un ciclo di affreschi che il pittore fiorentino Benozzo Gozzoli realizzò nel 1479 presso la Cappella di Santa Caterina nella vicina Legoli, e “Solid Sky” di Alicja Kwade (2018), scultura composta da un grande blocco cubico scavato al suo interno e una sfera dalla superficie perfettamente liscia, entrambe di colore azzurro con venature, che sviluppano la riflessione dell’artista sull’origine della materia.

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