mercoledì, Settembre 9, 2026

La voce di Hind Rajab, una bimba nell’inferno di Gaza

dal nostro inviato Stefano Di Cecio

VENEZIA – Questo il titolo del film che ieri ha conquistato il pubblico del Lido di Venezia e che gli ha tributato un applauso durato più di venti minuti in piedi, in segno di rispetto e commozione, scandendo Free Palestine.

L’applauso c’era stato anche prima, sul red carpet, da parte dei fotografi e del pubblico che si affacciava, a Kaouther Ben Hania, la regista, a tutto il cast e a Joaquin Phoenix intervenuto come produttore del film, da lui fortemente sostenuto insieme a Brad Pitt, Alfonso Cuaron ed altri.

Il cast del film sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia (foto di Stefano Di Cecio)

La storia raccontata nel film è vera, è la voce di una bambina e dei suoi familiari che a Gaza si stavano spostando in auto in cerca di un posto più sicuro, ma sono stati raggiunti da 355 proiettili sparati dalle forze israeliane, lasciando la bambina unica superstite. Era il gennaio dello scorso anno, lei prende il telefono e chiama la Mezzaluna Rossa in cerca di aiuto.

Il film si basa sulla conversazione telefonica originale, la ricostruzione della situazione è funzionale solo a rendere partecipe lo spettatore del dramma che si è verificato. La Mezzaluna Rossa invia un’ambulanza ma anche questa subisce la stessa fine, crivellata da proiettili. Non c’è un finale felice, la bambina verrà trovata morta insieme agli altri.

Perchè un film? Perchè ormai la gente si è abituata alle immagini che gli arrivano da Gaza, contro questa indifferenza d’abitudine la regista ha pensato di smuovere le coscienze con un racconto vero, dove la voce della bambina che chiede aiuto non è solo la sua ma quella dell’intera Palestina. Il dialogo fra la bimba e gli operatori sanitari diventa così l’asse portante di questo film e diventa un grido che amplifica la sofferenza di un intero Paese in cui purtroppo l’incubo non è ancora finito. I

l film è in concorso alla Mostra del Cinema, vogliamo credere che possa avere qualche importante riconoscimento ma, al di là di questo, rappresenta quel cinema di denuncia di cui negli ultimi tempi si sono forse perse le tracce nel mare magnum dello star system e delle grandi major che dettano legge al botteghino.

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