giovedì, Settembre 10, 2026

L’area ex Breda: ancora fumo e niente arrosto

PISTOIA – “È questo l’esito della mia interpellanza discussa alcuni giorni fa in Consiglio Comunale sui progetti ed i tempi previsti per il  completamento dell’area ex Breda, alla quale ha risposto l’assessore Cialdi.

Tina Nuti

Chiedevo di avere informazioni dettagliate sullo stato dell’arte del cantiere e della attività intraprese dall’Amministrazione dal momento che, sulla stampa, avevo letto che il Comune aveva affidato due incarichi a due studi di architettura per capire come attuare le convenzioni che dovrà siglare con il proprietario e per definire le funzioni da inserire nell’aria di proprietà pubblica.

Un’informazione che lasciava intendere la ripresa delle attività da parte della proprietà e l’attivazione del Comune impegnato a voler risolvere un annoso problema.

Niente di tutto questo: l’assessore ha detto che la notizia pubblicata non era vera, la risposta ha disvelato un quadro più  desolante della falsa notizia.

Questo il punto.

L’assessore Cialdi riferisce che risale a giugno 2023 la presentazione di una SCIA, la segnalazione di inizio attività, per ripartire con i lavori al piano seminterrato (area dei parcheggi) ma che  questo inizio dei lavori  non c’è stato. Il sindaco e l’assessore hanno chiesto all’amministratore delegato della proprietà informazioni al rigurdo venedo a sapere che era stato preparato il Progetto per la parte al piano interrato, che  stavano facendo le gare per scegliere la ditta esecutrice dei lavori. E che dopo si sarebbero fatti sentire con il Comune.

Ma la parte pubblica è ben più ampia del piano interrato; la proprietà deve completare i parcheggi in superficie, due piazze e la spina centrale, ossia il collegamento fra il parcheggio San Giorgio, il centro espositivo la Cattedrale, la Biblioteca e la Prefettura…. Di questi interventi l’assessore non ha parlato. Se ci fossero state novità ben volentieri ne avrebbe riferito in Consiglio.

C’è un altro punto che emerge e che deve preoccupare: la Convenzione che definisce i rapporti fra Comune e la proprietà, stabilisce correttamente che prima di tutto devono essere completati i lavori di urbanizzazione ossia quelli di proprietà pubblica, prima di iniziare i lavori di proprietà privata.

Ma se ancora non sono iniziati i lavori della parte pubblica, quando si metterà mano a completare la parte privata a partire dalla struttura dell’albergo? Quel cantiere resterà incompiuto per molti anni.

Infatti ad oggi la proprietà non ha presentato nessuna variante al Piano Particolareggiato, un Piano che ha  validità fino al 14 maggio 2027 e che annuncia lunghi anni di incertezza.

E l’amministrazione che fa?    Cialdi mi ha risposto che “ora abbiamo provocato con il Sindaco un incontro di persona con i progettisti e con la proprietà per fare un pochino di chiarezza e cercare di vedere se riusciamo a fargli scandire dei tempi sull’intervento”.

Una risposta che senza dire nulla, dice molto circa i rapporti di debolezza e subalternità del Comune dalla proprietà. Una proprietà che forse non ha interesse, in questo momento, a tirar fuori una bella quantità di soldi per completare le opere pubbliche che dovrà cedere al Comune.

Sull’area ex Breda siamo in un vero cul de sac, in cui ci ha portati Tomasi quando nel 2019 decise di prorogare la convenzione per permettere la vendita all’asta dell’intera area, comprese le zone di proprietà pubblica. Il comune poteva invece decidere di realizzare in proprio le due piazze, la strada centrale che attraversa il quartiere e i parcheggi interrati con 434 posti auto assegnati con convenzione ai pistoiesi. Tomasi avrebbe potuto pagare sia i progetti che i lavori con  i 9 milioni e mezzo della fideiussione, ossia il valore delle opere pubbliche.

Sulla vicenda ex Breda si salta di tre anni in tre anni: nel 2019 la proroga della convenzione; nel 2021 la vendita dell’area che secondo Tomasi è un’ottima notizia per la città; nel 2024 la proprietà non ha presentato varianti; nel 2027 scadrà la convenzione e il Piano Particolareggiato, quindi la possibilità per la proprietà di avere i permessi a costruire per riqualificare l’area. 

Alla vendita dell’area ex Breda, nel 2021 Tomasi dichiarava “In questi ultimi cinque anni l’Amministrazione ha lavorato a testa bassa sulla questione.”

L’unica cosa che poteva essere fatta non è stata fatta: dotare la città di parcheggi e contribuire a risollevare lo sviluppo del centro; collegare il quartiere sud al centro, dare una spinta per la sistemazione definitiva dell’area, edificare degli alloggi anche ad affitto  calmierato”.

Occorreva coraggio e lavoro vero

Tina Nuti, Capogruppo ‘Civici e Riformisti’

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