PISTOIA – L’Associazione Vivaisti Italiani (AVI), forte dei numeri del settore e di una diffusa cultura del verde, si apre al territorio per raccontarsi con rinnovata energia. Una fase che si fonda su un elemento condiviso dagli oltre duecento associati: l’impegno a creare valore economico e sociale.

AVI conferma il suo ruolo di soggetto referente del Distretto Rurale Vivaistico Ornamentale di Pistoia, mantenendo intatti i principi e le finalità che ne hanno guidato la nascita. Allo stesso tempo, si rafforza il dialogo con enti e istituzioni su più livelli, puntando a un lavoro corale che metta al centro non solo l’interesse del settore, ma anche il benessere collettivo, consapevoli che «verde» significhi «qualità della vita».
Il comparto vivaistico, ne è convinta l’Associazione, ha i numeri e gli strumenti per affermarsi come leader anche per ruolo strategico e sociale nella comunicazione a livello regionale e nazionale. I dati Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo) del 2024 confermano che l’Italia è il secondo mercato europeo nella produzione florovivaistica, con un fatturato globale superiore a 3 miliardi di euro. La Toscana contribuisce per un terzo alla produzione nazionale, con oltre 500 milioni di euro provenienti dal vivaismo ornamentale, con Pistoia a rappresentarne il cuore storico e produttivo, quindi palcoscenico ideale per affrontare il confronto sul settore a livello nazionale e internazionale.
Seguendo l’esempio virtuoso di altri settori agricoli toscani di eccellenza – come il vino e l’olio, con fatturati analoghi – il florovivaismo punta a valorizzare e raccontare i suoi molteplici valori, per affermarsi come prodotto identitario toscano e italiano, riconosciuto a livello globale da un pubblico sempre più ampio. Questa è la sfida, non solo possibile ma necessaria: distinguersi attraverso la conoscenza, l’identità e la riconoscibilità del prodotto vivaistico non più solo ornamentale ma funzionale alla vita delle comunità.
L’inizio di un nuovo racconto
Comunicare correttamente il settore sarà una delle priorità per il Distretto e l’Associazione: il percorso inizia con una nuova immagine coordinata (loghi, sito web e canali social), più moderna e incisiva. Il progetto si arricchirà di una serie di iniziative già in fase di elaborazione, tra cui un cortometraggio che racconta il vivaismo, realizzato in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana e Manifatture Digitali Cinema, che sarà presentato entro la fine dell’anno.

A questo percorso si affianca un impegno sempre più deciso verso innovazione e sostenibilità, supportate da un’intensa attività di ricerca e certificazione che merita di essere raccontata con trasparenza e orgoglio per essere finalmente compresa e valorizzata. Tecniche come le pacciamature naturali, la gestione efficiente delle risorse idriche e la lotta integrata pongono il comparto come un esempio virtuoso nel panorama internazionale. A rafforzare ulteriormente il trend, si aggiungono due progetti di rilievo: Fitolab, laboratorio innovativo per l’autocontrollo sanitario nel settore del verde, nato con il sostegno convinto della Fondazione Caript come presidio scientifico per la salute delle produzioni, e Revive Pot – Pop Revolution, campagna di comunicazione che racconta un progetto ambizioso sviluppato da AVI in collaborazione con Revet, azienda leader in Toscana nella gestione integrata dei rifiuti, per trasformare in vasi 100% riciclabili e riciclati gli scarti plastici delle aziende vivaistiche del Distretto e gli imballaggi post-consumo provenienti dalla raccolta differenziata domestica. Una vera “rivoluzione popolare” all’insegna dell’economia circolare.
E poi ancora gli ambiti dell’educazione e della formazione, con un sostegno che si preannuncia concreto attraverso progetti dedicati per ogni fascia d’età, anche questi pensati per diffondere una cultura consapevole che valorizzi il legame tra l’uomo e la natura.
Le persone in Avi: il nuovo Consiglio direttivo e il Responsabile Comunicazione
A guidare questo cambiamento sarà un nuovo ruolo strategico: quello di Responsabile Comunicazione e Marketing, affidato a Nicolò Begliomini, professionista con consolidata esperienza nella promozione del settore del verde. Begliomini accompagnerà il percorso degli organi direttivi di AVI, che dopo l’assemblea dei soci dello scorso 2 luglio, si presenta con una struttura rinnovata, pronta a inaugurare il cammino. Entrano nel direttivo Simone Baldacci (Società agricola Baldacci), Marco Romiti (Romiti Vivai), Giorgio Innocenti (Innocenti e Mangoni) e Vannino Vannucci (Vannucci Piante), questi ultimi due già con un trascorso alla presidenza di Avi; confermati i consiglieri Andrea Baronti (Piante Baronti), Massimo Bartolini (Piante Bartolini Massimo), Simone Ferroni dell’omonima azienda, Mattia Lapini (Vivai Paccosi Mario) e Richard Pratesi (Richard Pratesi). Si tratta di una rappresentatività trasversale della filiera di settore con aziende leader, medie e piccole. Ora il nuovo direttivo dovrà riunirsi e, a giorni, eleggere chi ricoprirà l’incarico di presidente per il biennio 2025-2027.
Europa, Regione, Comune sostengono Avi: «Guidiamo insieme il racconto»
Che le condizioni per un cambio di passo per Avi ci siano e siano favorevoli lo raccontano, unanimi, le voci istituzionali intervenute in assemblea ad ogni livello d’interlocuzione. A partire dall’Europa, come ha confermato l’eurodeputato Dario Nardella, nonché membro della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, che nel riconoscere l’eccellenza del Distretto, ha ribadito il suo impegno a Bruxelles al fianco del vivaismo lanciando infine una sfida che riconosca alla città toscana il suo ruolo nel dibattito: «Perché non portare proprio a Pistoia, nell’ambito della Eu Cities Mission che punta alle emissioni zero entro il 2030, sindaci e dirigenti delle cento città europee selezionate per mostrare loro dove nascono le piante che renderanno più verdi e sostenibili le città del futuro?».
Ha risposto ‘presente’ anche la Regione Toscana, con il suo presidente Eugenio Giani che nel ricordare l’impegno governativo in ambito agricolo e vivaistico si è dimostrato d’accordo su un fatto: «Parlare di vivaismo è oggi una questione che ha a che fare con il sostanziale ed il funzionale ed è questa la narrazione corretta che dobbiamo perseguire. Fondazione Sistema Toscana, che a breve cambierà nome diventando Fondazione per l’identità toscana, sarà dotata di tutti gli strumenti perché si possa dare impulso a una campagna promozionale forte a sostegno del vivaismo. Solo così si può riconoscere al distretto il suo ruolo centrale in tema di equilibrio ambientale. La Regione c’è, raccolgo l’invito ad essere sempre più in contatto e a fare squadra». «Crediamo che un pezzo importante della bellezza e della ricchezza della Toscana passi da questo distretto – ha aggiunto l’assessore regionale all’agricoltura Stefania Saccardi -. Sosteniamo il settore e vogliamo continuare a farlo investendo in innovazione e sperimentazione, perché il lavoro delle aziende florovivaistiche sia ancora più ecocompatibile».
«È un fatto: non stiamo ancora sfruttando pienamente il potenziale della nostra principale eccellenza produttiva, che potrebbe diventare sempre più un motore di sviluppo, tanto economico quanto sociale. Le sfide in gioco sono molteplici – ha dichiarato Alessandro Tomasi, vice presidente del Distretto Rurale Vivaistico-Ornamentale di Pistoia oltre che sindaco di Pistoia –: la prima riguarda la formazione, grazie alla collaborazione tra Gea e l’Università, sancita da un protocollo d’intesa che prevede l’attivazione di corsi legati alla facoltà di Agraria presso la sede locale. La seconda sfida è il tema dell’approvvigionamento idrico da affrontare con una visione sostenibile. Altro nodo cruciale è il piano strutturale e, conseguentemente, il regolamento urbanistico, rispetto al quale abbiamo chiesto la massima attenzione al Distretto e alle associazioni di categoria. Quella che viviamo è una sfida collettiva: dobbiamo saper guidare il nostro racconto. Le nostre piante sono la risorsa più potente che abbiamo per contrastare i cambiamenti climatici». «La collaborazione tra Avi e Distretto – ha detto il presidente di quest’ultimo, il professor Francesco Ferrini – è solida, efficace e lungimirante. La visione è comune e ci chiama a un’azione coordinata fondata su innovazione e sostenibilità. Non considerato strategico fino a qualche anno fa, il settore vivaistico oggi sta definendo il proprio ruolo, liberandosi di un’etichetta: costruiamo funzionalità, non ornamenti. Piante che hanno a che fare con rigenerazione urbana e benessere collettivo».
Infine qualche numero snocciolato da Revet, nelle parole della sua ad Alessia Scappini, che bene rendono l’idea di come il cambiamento sia in atto. Succede grazie al progetto sottoscritto con Avi, Revive Pot. Ebbene, da ottobre 2024, periodo di attivazione del progetto, a fine maggio 2025 sono stati ritirati 112.690 chili di scarti plastici dai vivai aderenti, il che ha permesso di stampare ben 28 milioni di vasi con plastica interamente riciclata post consumo. Dati significativi che dimostrano come insieme si possa fare la differenza.







