mercoledì, Settembre 9, 2026

“Le Domeniche del Lunedì”: una band giovane e pistoiese apre il Serravalle Rock

SERRAVALLE PISTOIESE – Cinque ragazzi sui vent’anni, tutti dell’area pistoiese, spinti da una grande passione per la musica e che da un anno, con impegno e determinazione, portano avanti il loro nuovo progetto musicale.

Insieme costituiscono “Le Domeniche del Lunedì”, curioso nome della band che ha aperto la sesta edizione del Serravalle Rock: per il gruppo è stato un “ritorno a casa”, nel luogo dove hanno scritto e registrato il loro primo singolo, ma anche un passaggio importante e una responsabilità in più, per una band giovane ed esordiente, nel calcare un palco che ha visto e vedrà le esibizioni di artisti di fama internazionale.

Una bella soddisfazione per Alessio Dolfi (voce e chitarra), Federico Leporatti (chitarra), Emilia Tesi (voce e tastiere), Damiano Benini (basso) e Samuel Sensi (batteria), consapevoli però che il loro percorso artistico e musicale è appena iniziato e la strada da percorrere è ancora molto lunga. Dopo un anno di attività, le Domeniche del Lunedì hanno presentato al Serravalle Rock la loro discografia, con alcuni brani inediti e gli ultimi singoli pubblicati, “La strada” e “Là dove balla il mare”, anticipati dal primo singolo “Giochi di sguardi” uscito lo scorso febbraio.

Abbiamo intervistato in esclusiva la band per conoscere la sua storia e il progetto artistico portato avanti dai ragazzi.

Le Domeniche del Lunedì in concerto al Serravalle Rock (foto di Giovanni Fedi)

Come è nato il vostro gruppo?

Tutti noi venivamo già da precedenti esperienze musicali nelle cover band, alcuni di noi hanno anche compiuto studi specifici, prima al liceo musicale e ora al conservatorio. Il gruppo nasce quando Alessio e Federico, stanchi di “raccontare” sempre “storie di altri”, hanno manifestato la volontà di dare vita a un progetto che raccontasse le “nostre” storie e desse spazio ai nostri messaggi.

Con l’ingresso di Emilia, Samuel e Damiano, che hanno condiviso l’idea di fondo del progetto, è nata una bella alchimia di gruppo, “ci siamo subito trovati” insieme e abbiamo così chiuso quel “cerchio” necessario a far partire l’attività musicale del gruppo.

Curioso è il nome scelto, Le Domeniche del Lunedì…

Ci sono due ragioni dietro questa scelta, una “seria” e l’altra “reale”. Quella “seria” è, per dirla con Rino Gaetano, un riferimento all’incomprensibilità dell’oggi che ci porta sempre a correre avanti e a non soffermarci mai su quello che diciamo, come nello scorrere rapido e incessante dei giorni della settimana. L’altro motivo, reale, è che volevamo dare alla nostra band un titolo originale ma allo stesso tempo “nonsense”: è stato quindi il risultato di una ricerca sui nomi con meno senso, e Le Domeniche del Lunedì, alla fine, è stato quello che suonava meglio!

Quali sono i vostri gruppi o artisti di riferimento, dai quali prendete ispirazione?

Sicuramente i grandi nomi del cantautorato italiano come Guccini, Vecchioni e De Andrè, artisti che hanno segnato la nostra formazione musicale e ci hanno appassionato con le loro canzoni. Abbiamo poi cercato di “contaminare” questa base cantautorale con il mondo blues e il mondo indie, guardando anche a giovani artisti contemporanei come Ariete, Rovere e Pinguini Tattici Nucleari, che secondo noi possono incarnare l’espressione della nostra generazione.

Alessio Dolfi e Federico Leporatti durante il live al Serravalle Rock

La vostra è una musica “generazionale”? Nelle canzoni vi rivolgete ai vostri coetanei?

In parte. Molti testi parlano dei nostri coetanei, ma altri testi si rivolgono alla generazione dei nostri genitori; alcune delle nostre canzoni sono attraversate da questa idea del “fateci restare bambini, fateci osservare e leggere il mondo con gli occhi di un bambino”, per certi versi un richiamo alla “poetica del fanciullino” di Pascoli. Tuttavia noi non scriviamo mai con in mente un target anagrafico preciso, ci sentiamo abbastanza liberi in questo senso.

Qual è secondo voi la chiave giusta per crescere artisticamente, per una band giovane ed esordiente come la vostra?

La prima necessità è trovare degli ottimi compagni di viaggio in questa avventura nel mondo della musica, che ti stimolino ad andare sempre avanti di fronte alle difficoltà. La seconda è non arrendersi: abbiamo avuto delle esperienze spiacevoli che ci avrebbero potuto buttare giù, invece abbiamo deciso di insistere, di continuare su questa strada che ci ha portato alla pubblicazione del nostro primo album.

Non ci dobbiamo far spaventare dagli ostacoli, ma scegliere la musica come vita: all’inizio non è facile, ci sono molte spese da sostenere, tutti noi lavoriamo o studiamo, ma è la passione per la musica e la consapevolezza di star facendo la cosa giusta che ci dà la forza di continuare. E solo con l’impegno e gli sforzi si possono raggiungere i risultati.

Alessio Dolfi, frontman del gruppo

A un anno dalla vostra nascita, la soddisfazione di essere i primi a calcare il palco della sesta edizione del Serravalle Rock. E poi, quali progetti ci sono in cantiere?

Serravalle Rock è per noi una grandissima partenza, siamo emozionati e contenti di tornare in quella che consideriamo un po’ la nostra “casa”, dal momento che qui a Serravalle sono stati registrati i nostri primi singoli; è un modo per rivedere anche i nostri amici e tutti quelli che hanno creduto in noi e hanno dato fiducia al nostro progetto.

Per il futuro ci sono tante idee in ponte, ma preferiamo rispondere un po’ alla John Lennon, da “grandi” vorremmo essere felici grazie alla musica, vorremmo alzarci la mattina e correre in studio e in sala prove per far nascere le nostre canzoni. Poi non importa il tipo di “palcoscenico”, più o meno prestigioso, l’importante è portare avanti la nostra musica in maniera seria e credibile.

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