mercoledì, Settembre 9, 2026

Le meraviglie e le fragilità della nostra Terra in mostra a Palazzo Blu

PISA – Dopo le esplorazioni spaziali e il mondo degli oceani, le fotografie del National Geographic tornano in mostra a Palazzo Blu con “Explore: Pianeta Terra”.

In questa terza mostra della serie “Explore” l’attenzione si concentra sugli ambienti naturali, la loro biodiversità, la flora e la fauna, sottolineando l’impatto dell’antropizzazione e delle attività umane sul pianeta e i suoi delicati ecosistemi. È un viaggio tra le meraviglie della natura e degli ambienti terrestri, ma anche un modo per sensibilizzare e accrescere la consapevolezza delle fragilità del nostro pianeta, rese ancor più evidenti dal mutamento climatico, e per lanciare un grido d’allarme sulla necessità di rapidi cambiamenti.

Alcune fotografie del National Geographic in mostra a Palazzo Blu a Pisa

Il percorso inizia con le “cartoline dal passato”: foto di fossili, crateri, rocce vulcaniche, antiche tracce di dinosauri. Sono testimonianze, risalenti a milioni di anni fa, della comparsa della vita sul nostro pianeta e del lunghissimo processo evolutivo che ha caratterizzato tutti gli esseri viventi. È l’introduzione alle meraviglie naturali della Terra: deserti, lagune, laghi salati, ghiacciai, crateri vulcanici, grotte, segni di un pianeta vivo e vitale davanti alle quali l’uomo non può non restare sbalordito e sentirsi un piccolo “ospite” a bordo della grande “astronave” rappresentata dalla Terra.

Si passa poi alle foreste pluviali dell’Amazzonia, del Congo e del Borneo, veri “polmoni” della Terra che con la loro fitta vegetazione consentono al nostro pianeta di “respirare”: sono ambienti ricchi di biodiversità ma tuttavia fragili, oggi sempre più messi in pericolo da inquinamento e deforestazione.

La sezione successiva, “infinite forme bellissime”, presenta numerosi “primi piani” della fauna terrestre, tra mammiferi, rettili e uccelli, colti con naturalezza ciascuno all’interno del proprio habitat. Proprio la necessità di tutelare la biodiversità terrestre e marina ci introduce a “la sesta estinzione”, che riprende il titolo del saggio di Elizabeth Kolbert: un libro in cui la scrittrice e giornalista statunitense, premio Pulitzer nel 2015, fa riflettere sull’estinzione oggi in corso di numerose specie animali e vegetali, che, a differenza di quelle precedenti, non è naturale ma è dovuta all’impatto umano.

Si passa quindi al cammino dell’uomo sulla Terra e alla sua evoluzione, dalla preistoria fino all’Antropocene, l’età attuale caratterizzata dalla forte presenza umana e dalla conseguente modifica degli ambienti naturali. Dalle baraccopoli di Nairobi alla skyline di Dubai, dalle miniere alle discariche, dai campi coltivati in aree disboscate ai disastri ecologici di Chernobyl e del lago d’Aral, è un percorso per fotografie significative attraverso le numerose sfaccettature dell’impatto dell’uomo sulla Terra. Fotografie che fanno riflettere sulla capacità dell’uomo di “plasmare” il mondo secondo le proprie necessità, a discapito però delle altre specie viventi e degli ecosistemi in cui sono inserite.

L’impatto dell’uomo e delle sue attività rischia di distruggere il pianeta: ma esistono delle possibili soluzioni? Chiude la mostra una sezione che invita alla speranza e alla responsabilità: con “il capitale naturale” si riflette su un nuovo modello di sviluppo e un rapporto sostenibile tra uomo e natura: strumenti privilegiati di un futuro che in alcuni casi è già presente saranno la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, la lotta agli sprechi nell’uso delle risorse naturali, l’adozione di nuove fonti di energia rinnovabili, l’architettura green, la diffusione dei pannelli solari. Tanti spunti per un approccio diverso e per una strada che, se intrapresa con impegno e serietà, potrà rivelarsi vincente sia per l’uomo e le sue attività, sia per la nostra Terra “casa comune”.

La mostra “Explore: Pianeta Terra” a Palazzo Blu resterà aperta al pubblico fino al prossimo 25 giugno.

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