CALENZANO (Ansa) – Si chiama Vincenzo Martinelli, 51 anni, la prima vittima identificata, era autista di autocisterne e viveva a Prato. I morti e i dispersi, tutti operai, hanno un’età compresa tra i 45 e i 62 anni.
Nella lista ci sono un operaio originario di Catania di 57 anni, un operaio di Napoli di 62 anni, un operaio originario della provincia di Novara di 49 anni, un operaio nato in Germania ma italiano di 45 anni e un operaio di Matera di 45 anni.

Giovanni, un’operaio esterno che si occupa di manutenzione delle cisterne, questa mattina era all’interno dell’area Eni al momento dell’incidente: “Con tre colleghi eravamo dentro un serbatoio a fare manutenzione, abbiamo sentito un’esplosione violenta seguita dal suono di un allarme – ha spiegato -. Per fortuna siamo salvi. L’unico pensiero è stato correre via e mettersi al riparo, siamo subito usciti dal sito e non siamo più rientrati”. Nicolas, un giovane operaio, ha un vistoso cerotto in fronte: “Lavoro qui vicino, dopo il boato tutti i vetri sono esplosi. Un pezzo mi è finito in testa e mi sono dovuto mettere due punti di sutura. E’ andata bene ma ci siamo spaventati, ho visto tanti correre impauriti”. “Sapevamo che il sito potesse essere pericoloso – spiega ancora – ma dopo un po’ ci fai l’abitudine e neanche ci pensi più. Qualche volta ci abbiamo anche scherzato sopra ma non pensavo potesse accadere”.
“Ho visto una scena impressionante, c’è una distruzione totale – racconta il sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani -. Immagino chi era lì a lavorare ed era lì vicino o sotto le infrastrutture di ricarica, quello dev’essere apparso come un inferno. La situazione è indescrivibile”. Sul luogo dell’incidente anche il presidente della Regione Eugenio Giani, che fin da subito ha seguito l’evolversi della situazione. “I vigili del fuoco hanno fatto un lavoro imponente, evitando altre conseguenze. Sono state spente le fiamme evitando che ci fossero contatti con i depositi di carburante, altrimenti l’esito sarebbe stato ancora più drammatico”.
“Abbiamo udito un’esplosione enorme, tutti i vetri sono andati in frantumi e le scaffalature sono cadute per terra. Siamo usciti fuori terrorizzati per proteggerci e capire che cosa era successo.
Qualcuno ha pensato che avessero gettato una bomba, come in guerra”. E’ la testimonianza di alcuni operai che lavorano nelle ditte accanto all’area Eni di Calenzano (Firenze) dove questa mattina è scoppiata una cisterna. “Il mio furgone si è alzato di due metri da terra e per il boato ora sento poco” racconta un corriere di una ditta di trasporti che ha la sede vicina al luogo dell’esplosione.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni segue con apprensione le conseguenze dell’accaduto e ed esprime il più sentito cordoglio per le vittime, la vicinanza ai feriti e alle famiglie colpite e il ringraziamento a quanti si stanno prodigando nei soccorsi.



