PRATO – Fare quadra per sostenere il distretto tessile, mettendo a disposizione delle imprese competenze e strumenti per affrontare una delle sfide più importanti dei prossimi anni: quella dell’efficientamento energetico e della riduzione delle emissioni. OmniaTrade entra a far parte di Cardato & Friends, la rete di aziende, professionisti e realtà del territorio nata per sostenere Cardato Riciclato Pratese e il suo percorso di crescita.

Un’adesione che avrà anche un risvolto concreto per le imprese. Entrando nella famiglia di Cardato & Friends, infatti, OmniaTrade metterà a disposizione delle aziende una diagnosi energetica gratuita, finalizzata a fotografare la situazione dei consumi, con particolare attenzione alla produzione dei vapori, e a individuare possibili margini di efficientamento.
Fondata nel 1994 dagli imprenditori Massimo Chiti e Alessandro Gestri e oggi con sede a Calenzano, OmniaTrade è diventata un’importante realtà nel settore degli impianti e delle macchine ad alto contenuto tecnologico. Negli ultimi mesi l’azienda ha intensificato il proprio rapporto con il distretto tessile pratese, prima attraverso il convegno dedicato all’efficienza energetica degli impianti termici industriali organizzato al Conservatorio San Niccolò e successivamente con la partecipazione a Milano Unica. Un percorso che trova adesso una nuova tappa nell’ingresso in Cardato & Friends.
“Abbiamo deciso di entrare a far parte di Cardato & Friends perché crediamo che fare squadra sia fondamentale per accompagnare le aziende del distretto nelle trasformazioni che le attendono – spiega Massimo Chiti, titolare di OmniaTrade –. Vogliamo però che la nostra adesione abbia anche una ricaduta concreta e per questo metteremo a disposizione delle imprese una diagnosi energetica gratuita con l’obiettivo di fornire consigli sulle concrete possibilità di intervento al fine di ottimizzare anche i costi”.
L’ingresso in Cardato & Friends permette così di mettere in relazione due aspetti sempre più centrali per il futuro del tessile pratese: da una parte la valorizzazione di una tradizione produttiva fondata sul recupero e sulla rigenerazione della materia, dall’altra la necessità di accompagnare la filiera verso processi produttivi più efficienti e capaci di ridurre consumi ed emissioni.



