FIRENZE – “Pur essendo consapevoli che la recrudescenza del Covid debba necessariamente concentrare la massima attenzione delle strutture sanitarie nella lotta al virus-è altrettanto importante far sì che gli ospedali siano, però, ugualmente messi nella condizione di poter offrire, complessivamente, quotidiane risposte adeguate ai cittadini.

Ci riferiamo, ad esempio al nosocomio di Pescia, a nostro avviso, tuttora colpevolmente trascurato da chi avrebbe il dovere di renderlo pienamente funzionale.
Prendiamo, ad esempio, il Cup che è collocato in una sede non idonea, con un organico non sufficiente alle esigenze e con le persone spesso costrette a fare lunghe file, assolutamente deleterie in piena pandemia.
Sarebbe, viceversa, più razionale tornare nella precedente struttura che ben si prestava al ruolo richiesto.
In generale, poi l’ospedale pesciatino soffre di una palese carenza di personale, specialmente in alcuni reparti e parallelamente l’attività diagnostica ha subito pesanti ritardi, tanto da costringere i cittadini a spostarsi in altri presidi ospedalieri, oppure a ricorrere alle strutture private, con oneri non indifferenti.
Criticità si manifestano pure per quanto riguarda l’operatività del servizio di guardia medica e recentemente ci risulta sia stato chiuso il reparto di pediatria.
Insomma è doveroso ed urgente che, Covid a parte, non si penalizzi, con scelte talvolta incomprensibili e palesando pertanto scarsa attenzione alle stringenti problematiche, un ospedale come quello di Pescia a cui fanno riferimento gli oltre centomila abitanti della Valdinievole”.
Luciana Bartolini, Consigliere regionale della Lega









