FIRENZE – «Arriviamo all’approvazione della legge sul cosiddetto “fine vita” al termine di un percorso lungo e partecipato fra il lavoro svolto in Commissione ed un dibattito molto “alto” in aula: ringrazio il presidente Enrico Sostegni per aver condotto un cammino non facile e che è arrivato a riconfigurare la legge in modo che fosse sottoponibile al Consiglio ma allo stesso modo ringrazio i rappresentanti dell’ “Associazione Luca Coscioni” che, con il loro approccio sobrio e misurato, non hanno voluto fare di tutto questo una “legge bandiera”».

Con un accorato intervento nell’aula del Consiglio Regionale della Toscana, la consigliera del Partito Democratico Federica Fratoni, e membro della Terza Commissione Sanità che ha sviluppato il percorso di varo della legge di iniziativa popolare sul cosiddetto “fine vita”, ha espresso il proprio voto favorevole a questo importante atto, uno dei più significativi di questa legislatura.
«Su questo strumento di legge sono state dette tante cose ma basta leggere quello che dice lo Statuto del Consiglio, all’articolo 11 – afferma la consigliera Federica Fratoni – ovvero promuovere i principi di libertà, giustizia, uguaglianza, solidarietà, rispetto della dignità personale e dei diritti umani, ovvero ciò che stiamo facendo. Ed alla luce del percorso intrapreso dal Consiglio Regionale della Toscana, adesso anche altre regioni si stanno interrogando sul da farsi rispetto ad un Parlamento che ancora latita: per questo ritengo la pregiudiziale di costituzionalità sia solo un alibi rispetto a piena e doverosa assunzione di responsabilità.
Il mio voto, che arriva al termine di un percorso di maturazione della mia posizione piuttosto lungo, è favorevole per due principi fondamentali. Il primo è il rispetto di ogni situazione di fragilità e bisogno, perché la relazione che ho con la coscienza dentro di me e con il Dio che è sopra di me non può in alcun modo sovrapporsi e condizionare l’analoga relazione che un’altra persona ha con la propria coscienza e con il Dio nel quale eventualmente crede.
Il secondo è quello della laicità dello Stato e delle istituzioni repubblicane, visto che negli stati confessionali a volte accadono cose deprecabili. Io devo contemperare la mia natura personale con gli interessi che sono chiamata a rappresentare, anche di quelli che non credono ed hanno altre sensibilità ma che hanno diritto che io operi in maniera equa e rispettosa di tutti.
E’ un momento importante per tutti noi perché arriviamo al termine del percorso dopo studi, analisi e confronti ma sempre senza alcun tipo di pressione. E chi ha detto che, su una questione del genere, ci sia stata una “disciplina di partito” da rispettare fa un torto ad ogni singolo collega del Consiglio per il percorso fatto di fronte ad una scelta libera e consapevole».
«Infine, non mi sorprende che questa legge approdi in Toscana – conclude la consigliera Fratoni – che è terra di diritti, con un sistema sanitario pubblico e universalistico, un bene prezioso che vogliamo difendere fino all’ultimo sforzo. Per questo il mio pensiero, unito ad un sentimento pieno di gratitudine, va a chi opera negli hospice come Oss, infermieri, medici e volontari: è utile e opportuno che la Regione si adoperi, come sta facendo, per implementare le risorse e i mezzi per le cure palliative, ma sono le persone che rendono unico il nostro sistema sanitario e l’accoglienza».









