mercoledì, Settembre 9, 2026

L’energia di un rock fuori dagli schemi: il Teatro degli Orrori torna a Firenze

FIRENZE – L’energia di un rock alternativo e fuori dagli schemi, l’atteso ritorno sul palcoscenico di una band che ha segnato la scena underground italiana e che torna a farsi sentire dopo dieci anni di silenzio.

Il Teatro degli Orrori torna in concerto al Teatro Cartiere Carrara di Firenze all’interno di un tour che segna la reunion del gruppo a distanza di dieci anni dall’ultimo album e dal momentaneo scioglimento della band, i cui membri hanno portato avanti progetti solisti.

Alcuni scatti del concerto del Teatro degli Orrori presso il Teatro Cartiere Carrara di Firenze (fotografie di Simone Chelucci)

La formazione capitanata da Pierpaolo Capovilla, frontman e voce del gruppo, nasce venti anni fa a Venezia e il suo nome è un richiamo alla concezione del “teatro della crudeltà” fatta propria dal drammaturgo e saggista francese Antonin Artaud negli anni Trenta del secolo scorso. Se per Artaud il teatro ha un fine catartico, e per giungere a tale purificazione è necessario provocare nello spettatore una continua sensazione di disturbo e disagio, perchè possa “vivere” intimamente la rappresentazione, così anche il Teatro degli Orrori, in un certo senso, ha cercato di tradurre queste teorie in ambito musicale fin dal primo album “Dell’impero delle tenebre”.

Il risultato è stato un rock con venature indie e alternative ma con un’impronta forte, aggressiva e potente, con testi per niente “rassicuranti” e spesso provocatori, che nel corso degli anni hanno affrontato con una certa dose di cinismo e disincanto temi come la perdita dell’identità dell’individuo, il conformismo di una società omologante, l’ipocrisia della guerra, gli inganni della religione, le storie drammatiche o a lieto fine legate al fenomeno migratorio (al quale è dedicato “Il mondo nuovo”, concept album del 2012).

La band ha ottenuto buoni riscontri e riconoscimenti, affermandosi come una delle realtà più originali della scena rock e underground italiana e collaborando a più riprese con gli Afterhours di Manuel Agnelli, loro grande estimatore. Proprio grazie al supporto degli Afterhours nel 2013 il Teatro degli Orrori prende parte a un interessante progetto musicale, un “festival” itinerante volto a valorizzare le realtà del rock alternativo presenti in Italia, e si esibisce in tour insieme a band come Verdena, Ministri, Marta sui Tubi.

Nel 2015 esce il quarto, omonimo disco, che dopo pochi mesi dalla sua pubblicazione segna l’interruzione della collaborazione musicale tra i membri della band, che di fatto cancella ogni esibizione già programmata.

Dopo un decennio la formazione originale della band con Pierpaolo Capovilla, Gionata Mirai, Giulio Favero e Francesco Valente torna live con “Mai dire mai Tour”, e anche la tappa fiorentina non ha deluso le attese dei moltissimi fan che hanno fatto registrare il tutto esaurito. Un concerto, manco a dirlo, “teatrale” nelle movenze e nella gestualità di Capovilla e di tutta la band, capace però allo stesso tempo di sprigionare una grande energia e di trasmetterla al pubblico.

Un’autentica ondata rock si è abbattuta nel teatro e ha coinvolto gli spettatori che per gran parte del concerto hanno saltato, ballato e urlato sulle note di alcuni dei testi più famosi della band, da “La canzone di Tom” a “Io cerco te”, da “Padre Nostro” a “Non vedo l’ora”, in un viaggio a ritroso nel primo decennio di attività della formazione.

Nelle pause tra una canzone e l’altra Capovilla ha preso la parola e nel suo stile istrionico e provocatorio non ha rinunciato a raccontare aneddoti, proporre riflessioni personali, lanciare critiche e polemiche a contenuto politico e sociale, stabilendo fin da subito un contatto continuo e diretto con il pubblico.

Un concerto evento fuori dagli schemi, con la reunion e il ritorno sul palco di una band il cui futuro è ancora avvolto nel dubbio e nell’incertezza, ma i fan sperano che questo tour possa essere il giusto viatico per riprendere quel filo musicale interrotto dieci anni fa e ripartire con un nuovo progetto artistico. A detta di molti, sulla scena musicale attuale italiana si sente il bisogno di una “voce” controcorrente e anticonformista come quella del Teatro degli Orrori.

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