mercoledì, Settembre 9, 2026

L’etica del coraggio e le sue storie: Viola Ardone ospite a Seminare Idee

di Susanna Daniele

PRATO – Per la seconda giornata del festival Seminare Idee, sotto la tensostruttura situata in piazza delle Carceri l’insegnante e scrittrice napoletana Viola Ardone dialoga con Agnese Pini, direttrice di QN.

Ardone entra subito nel vivo ricordando l’etimo della parola “coraggio” che deriva dal latino “cor”, che significa “cuore”. Passa quindi a esaminare la libertà di coscienza che permette di realizzare quello che siamo, e che viene prima delle regole politiche e sociali.

Viola Ardone e Agnese Pini al festival Seminare Idee (foto di Susanna Daniele)

La libertà che cerca il suo personaggio Oliva Denaro, è appunto la libertà di essere se stessa, di dire no, a dispetto delle convenzioni sociali vigenti in Sicilia negli anni ’60. La storia del romanzo si ispira a quella di Franca Viola, prima donna che rifiutò il matrimonio riparatore dopo aver subito uno stupro da un ragazzo di paese da lei rifiutato.

La prima “ad invertire la rotta in solitaria”, precisa con felice immagine marinara Viola Ardone. Il discorso si sposta sulla sua esperienza di insegnante nelle scuole superiori della provincia di Napoli, citando l’ultimo femminicidio di una quattordicenne per mano del fidanzatino respinto.

Dai tempi di Franca Viola le leggi italiane sono cambiate, facendo cadere istituti giuridici obsoleti con il delitto d’onore, introducendo il divorzio e l’interruzione di gravidanza ma permangono ancora sacche di patriarcato, anche nei giovanissimi.

Ne “Il treno dei bambini” il protagonista Amerigo non conosce il coraggio di ribellarsi alla vita che gli ha riservato la sorte di figlio di madre nubile e povera ma durante l’esperienza di vita in una famiglia del nord qualcuno glielo insegna. Rinuncerà alla madre naturale per studiare e farsi una vita altrove.

Nel romanzo Grande Meraviglia la protagonista femminile, Elba, è una quindicenne nata e vissuta in un ospedale psichiatrico dove vive la madre. Ha conosciuto soltanto la realtà del manicomio pre-Basaglia. Quando arriva il medico Meraviglia, lo psichiatra che nella pratica segue i principi di Basaglia, le offre una possibilità di uscire dalla struttura, di studiare e farsi una vita indipendente. Elba lo segue, ma poi sceglierà autonomamente di vivere la propria vita altrove. Ancora una volta, una storia di coraggio individuale.

In chiusura l’intervento torna sull’attualità. Agnese Pini richiama l’attenzione sulla Storia del Novecento che sembra riaffacciarsi nel prima quarto del XXI secolo: basti pensare alle guerre e alla pandemia. Proprio a proposito della guerra che bussa di nuovo alle porte, Pini asserisce che qualcuno in futuro ci chiederà conto dell’ignavia che abbiamo dimostrato volgendoci da un’altra parte, facendo finta di non vedere quello che accadeva ad altri popoli. Occorre dunque fare i conti con l’etica del coraggio.

Chiude la conversazione Viola Ardone asserendo che ogni scelta individuale di informarsi, prestare attenzione, prendersi cura di qualcosa o qualcuno è una scelta politica.

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