di Elisabetta Branchetti
QUARRATA – Alessio Burchietti ha 22 anni e da sempre abita con la sua famiglia a Montemagno, sulle colline quarratine. Alessio ama la socialità, stare con le persone; è curioso e per questo in continua evoluzione professionale.

Come è nata la tua passione per la musica e il canto?
La mia passione è nata fin da piccolo, intorno ai 6 anni. Ricordo che ascoltavo molta musica, amavo girare in macchina perché quando ero con la mamma ascoltavamo Whitney Houston e i Pooh, con il babbo invece ascoltavamo gli U2. Però chi ha scoperto realmente il mio amore per la musica è stata la mia adorata nonna Ione. È stata lei che vedendomi muovere i primi passi durante la sigla del telegiornale mi ha portato a scuola di danza. Successivamente, al ballo ho affiancato anche il canto. Purtroppo mi sono poi preso un lungo periodo di pausa a causa di molti timori che avevo nei confronti dei miei coetanei. Mettere da parte la mia passione per la musica non mi ha aiutato, per qualche anno mi sono sentito un po’ perso, senza un vero motivo. Finalmente, durante le scuole superiori, sono ripartito con lo studio e da lì non mi sono più fermato.

Quindi sei ripartito sia con la musica che con il ballo?
Quando sono ripartito ho continuato a seguire le orme di ciò che facevo da piccolo, ovvero studiare musica pop. Successivamente ho iniziato a frequentare una scuola di musical, poiché stavo cercando l’opportunità di studiare le tre discipline quali canto, ballo e recitazione. Volevo seguire un po’ i modelli internazionali che più che cantanti o attori. Aspiravo a diventare un performer su tutte e tre le discipline. Questa opportunità l’ho trovata a MTA, dove ho iniziato a spaziare e conoscere anche il genere musical, appassionandomi a questo mondo bellissimo.

L’Accademia ti ha dato grandi opportunità?
Con la stessa accademia ho avuto l’opportunità di fare “Hairspray” al Nazionale come ensamble e cover Link. Durante le prove è stata una sfida entrare nel ruolo di Link. Descrivendolo in poche parole è il ragazzo immaturo e bellissimo che tutte vogliono, lo stesso che poi, crescendo, capirà che ciò che importa davvero è la sua amata Tracy e fare giustizia per i suoi amici neri. Dicevo che entrare nei suoi panni è stata una grande sfida poiché solitamente preferisco personaggi più comici o drammatici, però mi sono divertito molto. Altro personaggio è stato Spike durante “Tony and Tina’s Wedding”, un ragazzo che ho ideato su misura per me con qualche consiglio del regista. Con lui ho scoperto molte cose anche su di me. Ecco, lui è una normalissima persona, con le proprie insicurezze, molto autentico e simpatico, con grande voglia di riscattarsi e di cantare. Adesso gli show che faccio sulla nave da crociera in America si discostano dal repertorio musical, tranne “Encore” che è una raccolta delle migliori canzoni dai musical principali, non a caso è il mio preferito.
Quali sono i tuoi progetti?
I miei progetti futuri sono molti. A dire il vero la mia idea è quella di trasferirmi in una città che possa darmi di più dal punto di vista musicale. Poi sicuramente farò delle audizioni e continuerò a studiare perché mai si finisce. È tutto ancora da scoprire, poiché in questo campo si ricomincia ogni anno quasi da zero, si passa da delle audizioni e si cerca di crescere e di dare sempre il proprio massimo.
Quindi immagino tu abbia tantissimi sogni da realizzare?
I miei sogni nel cassetto sono tanti, come tutti credo. La speranza è sempre quella di vivere di ciò che amiamo, con impegno e dedizione. Questo è quello a cui sto lavorando ormai da tempo.









