“Ho frequentato il Liceo Lorenzini dal 1996 al 2001, proprio nella sede principale che sarà destinata alla chiusura a seguito dei problemi di natura strutturale. È veramente un dolore vedere quel luogo chiudere i battenti ma non posso dire di essere meravigliato: già quando ero studente quell’ex convento non si prestava ad un utilizzo scolastico. Se era così negli anni 90, a maggior ragione dopo venti anni in cui sono cambiate le esigenze didattiche e si va verso scuole moderne e funzionali con standard di autonomia energetica: ai miei tempi per andare a fare educazione fisica dovevamo attraversare molte strade, crescendo mi sono reso conto che anche quella situazione che per me era normale in realtà non era funzionale e sicura.

Mercoledì scorso ho incontrato gli studenti e, parlando con loro, mi sono reso conto che nel frattempo niente era cambiato, se non qualche intervento di ristrutturazione nella sede principale compiuto dalla Provincia anche se quell’immobile non è di sua proprietà.
Nel frattempo il Lorenzini è cresciuto e sono aumentate le sedi ma, mai, il Comune di Pescia ha fatto la scelta che avrebbe evitato adesso di trovarci in questa situazione purtroppo annunciata: individuare un’area dove realizzare una scuola nuova e moderna, non più dispersa ma con palestra e laboratori.
Lo doveva fare il Comune e non la Provincia, perché è il Comune in Italia a fare la pianificazione del territorio. Se leggiamo infatti gli atti attualmente vigenti da parte del Comune di Pescia, ovvero il piano regolatore generale del 1999 ed il piano strutturale del 2012, si vedrà che il Comune di Pescia si è sempre ben guardato dall’individuare un’area in cui assicurare il futuro del Lorenzini: particolare non di poco conto, perché senza l’individuazione dell’area la Provincia non ha mai potuto né può né potrà concorrere ai fondi europei sull’edilizia scolastica, non potendo così dunque risolvere mai alla radice il problema. Neanche il Piano Operativo attualmente in discussione in Consiglio Comunale a Pescia individua un’area.
Chi teorizza che una delle scuole più importanti della provincia di Pistoia possa continuare per altri decenni a crescere con tre sedi di cui due in immobili storici e senza una palestra, non so se si rende conto che così il Lorenzini continua a vivere una vita “sospesa”, danneggiando le sue possibilità di crescita. Il comitato per il “Nuovo Lorenzini” propone al Comune aree in centro città: penso che sia arrivato il momento di decidere se a questa scuola vogliamo dare un futuro moderno o no e chi dice che tutto deve rimanere così come è attualmente, magari con qualche ristrutturazione, deve assumersi la propria responsabilità di fronte agli studenti e agli insegnanti.
Personalmente, da più di un anno, sono in contatto con insegnanti, studenti e genitori che erano comunque preoccupati di un peggioramento della situazione è che, a settembre 2021, avevano infatti chiesto al Comune di indicare un’area: ecco perché ho voluto essere presente accanto a loro. Una mamma mi ha voluto anche fare una domanda pubblicamente e ribadisco qui quanto ho detto: è arrivato il momento di rispondere con i fatti da parte delle Istituzioni. L’assenza di scelte ha fatto esplodere questa situazione. Sono in stretto contatto da settimane con il Presidente della Provincia Marmo rispetto a questa delicata situazione: adesso ci tocca affrontare sia l’emergenza che la prospettiva di lungo termine. Sarà un’altra vicenda molto impegnativa ma i ragazzi che ho visto stamani si meritano il massimo del nostro impegno”.
Marco Niccolai,
consigliere regionale Pd e presidente della commissione Aree Interne










