PISTOIA – Nella sede della LILT di Pistoia, la prevenzione incontra la cultura con la presentazione del libro La bambina di Montmalon del giornalista e scrittore Alberto Vivarelli che ha dialogato con Ilaria Gherardini, direttrice della Lilt e Rossella Chietti, presidente dell’Associazione amici della San Giorgio. Gli onori di casa sono stati fatti dalla presidente della Lilt provinciale, Giulietta Priami.

L’incontro ha affascinato i presenti, accompagnandoli in un viaggio intenso tra storia, memoria e ricerca della verità, attraverso una narrazione capace di intrecciare vicende personali e pagine dolorose della storia europea.
Al centro del libro c’è Adele, che in una casa silenziosa e abbandonata della Provenza trova un diario nascosto dietro un vecchio muro. Le pagine, scritte da una giovane donna ebrea, riportano alla luce gli anni della guerra, la fuga dall’Italia e l’attraversamento di un’Europa ferita, nel disperato tentativo di sfuggire ai rastrellamenti e ai campi di sterminio.
Tra quelle righe emerge una presenza fragile e misteriosa: una bambina che attraversa la storia come un segreto mai svelato. Per Adele, la scoperta del diario non rappresenta soltanto un enigma da risolvere, ma diventa un richiamo personale, quasi che quella voce interrotta le chiedesse di essere ascoltata e riconosciuta.
La bambina di Montmalon si trasforma così in un viaggio nel tempo e nella memoria, in cui la ricerca della verità si intreccia con il bisogno di restituire un volto, una storia e una dignità a chi è rimasto nell’ombra. Una narrazione che invita a riflettere sul valore della memoria, sulla tragedia della persecuzione e sull’importanza di custodire le testimonianze del passato affinché non vengano dimenticate.
La presentazione è stata un’importante occasione per sottolineare il valore della cultura come strumento di conoscenza, consapevolezza e riflessione. Un messaggio che si inserisce pienamente nella missione della LILT, dove l’informazione e la sensibilizzazione sono fondamentali per promuovere la cultura della prevenzione.
L’iniziativa ha unito letteratura e impegno sociale, dimostrando come i libri possano diventare occasioni preziose di incontro e condivisione, capaci di stimolare la curiosità, alimentare la riflessione e avvicinare le persone a temi di profondo valore umano.
Un appuntamento in cui la cultura si è fatta anche testimonianza, ricordandoci che conoscere il passato e dare voce alle storie dimenticate significa contribuire a costruire una maggiore consapevolezza nel presente.










