martedì, Settembre 8, 2026

Lo Spazio, Lorigliola e Caravaglio presentano “Eolie enoiche”

PISTOIASabato 26 febbraio alle ore 17.30, presso Lo Spazio Pistoia, via Curtatone e Montanara 20/22, Simonetta Lorigliola e Nino Caravaglio presentano Eolie enoiche. Racconti di vini, di isole, di vignaioli sensibili alla terra (DeriveApprodi, 2022, p. 192, euro 16,00).

Modera l’incontro Cesare Sartori.

A seguire degustazione dei vini Infatata e Occhio di Terra (Malvasia), Nero du Munti (Corinto Nero).

Isole Eolie, un arcipelago da sogno ma anche un luogo che rischia di trasformarsi in puro simulacro offerto al turismo stagionale. Eppure la bellezza dei luoghi non può diventare la condanna della loro vitalità. Sono le idee attive e chi le porta avanti che rigenerano i territori.

C’è chi è nato qui, tra la barca da pesca, la vigna e il dialetto, e poi è andato via, a studiare. Al ritorno, trova turismo e abbandono delle terre coltivate, vigne disperse e una vita agricola trascurata, ma ci vuole scommettere. Ha vissuto la grande città, e sa che queste terre sono patrimonio dell’umanità.

È questa la storia di Nino Caravaglio, 57 anni, vignaiolo di Salina, sincero, appassionato, testardo, sensibile. Protagonista della viticultura eoliana, da oltre trent’anni lavora al recupero di vigne e vitigni, contribuendo a ridare forma a un paesaggio agricolo fatto di vecchie tecniche e nuove pratiche, relazioni umane solidali e sensibilità ambientale. Nino è un vignaiolo tout-court, di quelli che non si siedono mai e il loro vino deve sempre mirare all’eccellenza senza mai essere modaiolo perché rispecchia l’unicità di queste terre. 12 ettari di vigna divisi in quasi 40 appezzamenti: 40 campi da seguire, 40 potature, 40 vendemmie seguendo le stagioni (si parte in agosto dal mare e si sale poi sugli altipiani). Corinto nero e Malvasia i vitigni principali, da soli o mescolati con cataratto, nerello mescalese, calabrese, perricone.

Alcuni dei nomi che Nino ha dato alle varie vinificazioni sono da soli poesia: Occhio di terra, Nero du munti, Infatata, Scampato, Inzemi, Abissale, Chiano cruci…

Le vigne di mare delle Eolie – quelle di Caravaglio e di altri coraggiosi precursori, le cui storie si intrecciano nel libro di Simonetta Lorigliola – hanno le radici nei crateri dei vulcani o negli appezzamenti a strapiombo sul mare, ma i loro occhi sono puntati sulla terra. Perché nelle storie di chi torna ad abitare con vitalità aree impervie dell’Italia e del pianeta stanno le premesse non solo di nuove agricolture, ma anche di nuove ecologie e forme di vita.

Simonetta Lorigliola, giornalista e autrice, si occupa di cultura materiale. È nata e cresciuta in Friuli. Ha frequentato l’Università degli studi di Trieste, laureandosi in Filosofia. È stata Responsabile Comunicazione di Altromercato, la principale organizzazione di Commercio equo e solidale in Italia. Ha collaborato con Luigi Veronelli, nella sua rivista “EV Vini, cibi, intelligenze” e nel progetto di contadinità planetaria t/Terra e libertà/critical wine. Ha vissuto in Messico, ad Acapulco, insegnando Lingua e cultura italiana. Ha diretto “Konrad. Mensile di informazione critica del Friuli Venezia Giulia”. Da molti anni collabora con il Seminario Veronelli per il quale è oggi Caporedattrice e Responsabile delle Attività culturali. Con DeriveApprodi ha pubblicato “È un vino paesaggio.Teorie e pratiche di un vignaiolo planetario in Friuli” (2018) ed “Eolie enoiche. Racconti di vini, di sole, di vignaioli sensibili alla terra” (2020). Scrive di vino come intercessore culturale di storie, utopie e progetti sensibili.

Per partecipare alla presentazione sarà obbligatorio il Green Pass rafforzato e la mascherina Ffp2.

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