SAN MARCELLO – All’Osservatorio astronomico della Montagna pistoiese, a Pian dei Termini, nell’ambito della mostra “PISTOLETTO PISTOIA. Costellazione: 5 passi tra creazione e memoria”, un progetto di Pistoia Musei che riunisce alcune delle opere più iconiche del Maestro, qui, alla quinta “costellazione”, viene presentato Autoritratto di stelle, su un supporto trasparente che guarda il cielo di un bel colore celeste, pulito, ma in verità pieno di stelle che ora noi non vediamo, ma che Pistoletto ci ricorda.

L’artista Pistoletto e il fisico Guido Tonelli, senior scientist del CERN, hanno dato vita alla conferenza dal titolo veramente impegnativo: “L’origine dell’universo”, moderata da Emanuele Montibeller, presidente e fondatore di Arte Sella, associazione culturale che coniuga arte contemporanea e natura, che si è svolta nell’affollata sala convegni dinanzi alla grande Lavagna del terzo paradiso.
Guido Tonelli, partendo dalle “stelle” che danno forma all’“autoritratto” di Michelangelo, ci ha portato nello spazio-tempo che queste occupano in un numero enorme, ricordandoci anche che ogni stella ha dei pianeti che girano attorno a lei e che continuamente collassano, muoiono, ma non tutto scompare nel buco nero e questo è l’inizio di una nuova e diversa “rinascita”.
Quello che i nostri occhi vedono non è la “vera” realtà, che è molto, molto più complessa
Michelangelo Pistoletto, allacciandosi alla realtà, ha ripercorso alcuni tratti “creativi” del suo fare artistico, arrivando alla dimostrazione dell’importanza di una superficie perfettamente specchiante che non mente mai. Ci fa vedere la realtà della nostra immagine. Ci mostra noi insieme a quello che ci circonda, così com’è, senza inganni.
È lo specchio che non potrà mai “vedersi”, è neutro.
La silhouette del suo autoritratto è la moderna impronta che evoca quella antichissima, vuota, negativa che forse una donna primordiale ha lasciato sulla parete nel profondo della “sacra” caverna, che era il grembo della “madre Terra”. Anche la donna, con un lui, dava la vita: partoriva. Ecco il terzo elemento.

Questo ci ha portato all’analisi proprio dei tre cerchi che evocano quelli lontanissimi nel tempo, realizzati con le pietre trovate per proteggere al suo interno le prime coltivazioni, una forma geometrica che è l’elemento essenziale delle opere del “Terzo paradiso”. Tonelli ha dimostrato interesse verso l’intuizione che Pistoletto, da artista, ha realizzato e realizza in vari modi e dimensioni, perché in un cerchio ha inserito gli inscindibili spazio-tempo, nell’altro, anche con il suo aiuto di scienziato, ha messo massa-energia e, essendo un cerchio dal contenuto positivo e l’altro negativo, la loro unione diventa zero, crea il vuoto, un vuoto che però è pieno: l’universo… e questo ci riporta a guardare le stelle, meglio con il telescopio dell’Osservatorio… ma a guardare con occhi diversi anche le opere di Pistoletto.
Questo interessantissimo evento è stato possibile grazie alla collaborazione del Comune di San Marcello-Piteglio, di Pistoia Musei e del Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese.










