di Lorenzo Cristofani
PISTOIA – Da oggi è disponibile, per la consultazione e/o il prestito, presso le biblioteche Forteguerriana e San Giorgio, l’ultimo libro di Giuseppe Benini: “L’Ombrone, l’acqua, le opere dell’uomo. Da Pontelungo all’Arno”.

Pubblicato con il contributo della Fondazione Giorgio Tesi, il volume completa il lavoro del 2010, nel quale l’autore aveva preso in esame il torrente dalle sorgenti fino a Pontelungo, con digressioni sui torrenti affluenti Piestro e Vincio di Montagnana.
Entrambi i libri sono il frutto di anni e anni di ricerche avviate negli anni Ottanta da Giuseppe Benini, che ha letteralmente risalito a piedi quasi tutti i torrenti, fossi e rii tributari dell’Ombrone, sia come attivista dell’allora gruppo di ricerche mineralogiche e geopaleontologiche (oggi confluito in quello pratese), sia come studioso e divulgatore di quel ricco ma fragile patrimonio costituito dal territorio e dalle opere dell’uomo. A partire dalla ferrovia Porrettana e dalle gallerie idrauliche: quel sistema di strutture murarie in pietra scalpellinata, volta a mattoni murata con pozzolana realizzate per regimare i fossi che dovevano passare sotto la ferrovia in costruzione. Si tratta di un’infrastruttura ultimata prima del 1964, mai più manutenuta ma ancora efficiente, cui Benini ha puntualmente dedicato un libro, nel 2014, corredato di pregevolissime illustrazioni a mano.
Tra le opere dell’uomo vanno ricordati i ponti, i mulini, con gore e bottacci, i frantoi, le ferriere ma anche le briglie o serre, ossia gli sbarramenti trasversali nell’alveo e sui fianchi del torrente, finalizzati a ridurre la velocità dell’acqua e la relativa azione erosiva. In generale, le serre costruite nei tratti montani e collinari dei torrenti costituirono la soluzione definitiva alle ricorrenti piene e alluvioni che colpivano la piana pistoiese solo nella prima metà dell’Ottocento, quando il granducato degli Asburgo Lorena, prima con Ferdinando III e soprattutto con Leopoldo II, dette un forte impulso all’approccio scientifico ai problemi della regimazione idraulica. Nel secondo dopoguerra le briglie continuarono ad essere oggetto di pianificazione e manutenzione ma negli ultimi decenni queste attività sono venute meno. La devastante piena dell’Ombrone del 2002 ne ha distrutte e fatte sparire molte.

Giuseppe Benini si può considerare un archivista il cui principale archivio è stato proprio il territorio: due mostre documentarie organizzate negli anni Noventa e nei primi Duemila con l’allora Proloco di Piteccio e le Circoscrizioni, furono l’occasione per mostrare, oltre alle foto anche cartografie e notizie storiche ricavate dall’Archivio di Stato.
Il secondo volume sull’Ombrone, presentato sabato 18 aprile presso la sede della Giorgio Tesi a Badia, oltre a contenere informazioni storiche su luoghi e paesi della piana toccati e appendici generali sul torrente, costituisce un invito a percorrerne a piedi gli argini e a fruire della varietà di paesaggi osservabili da Pontelungo fino a Carmignano, tra cui spicca senza dubbio la bellezza di quelli nei pressi della villa Medicea di Poggio a Caiano.
La copertina invece rappresenta un omaggio alle serre lungo il torrente Piestro, per il quale Benini auspica da anni l’istituzione di un parco o comunque di un percorso che possa permettere di camminare per antichi sentieri e riconnettersi con un mondo per alcuni perduto, per altri mai esistito.











