PISTOIA – La morte di Lorenzo Parelli, il primo caduto dell’alternanza scuola-lavoro, ha squarciato il velo sulle condizioni in cui i ragazzi affrontano i “Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento”: 210 ore minime nel triennio per gli istituti professionali che spesso diventano 500, come richiesto da Confindustria e associazioni datoriali, contente di avere manodopera gratuita da formare.
Sinistra Italiana, unitamente alle organizzazioni sindacali, chiede che venga cancellata l’alternanza scuola-lavoro.
Invece di messaggi di cordoglio che sanno tanto di ipocrisia, la politica dovrebbe finalmente aprire una riflessione seria sull’utilità della vecchia alternanza scuola-lavoro, oggi Pcto, cioè «Percorsi per competenze trasversali e l’orientamento».
Un sistema che non funziona: in questi anni abbiamo visto esperienze che si sono rivelate percorsi astrusi, o sfruttamento di fatto dei ragazzi fino all’inserimento mascherato e anticipato di giovani nel mondo del lavoro.
In questo caso l’istruzione è ridotta a un’agenzia di formazione interinale, un sistema che riproduce il realismo capitalista.
Non possiamo pensare di esporre i nostri studenti allo sfruttamento, o peggio a incidenti mortali.
Lo studente friulano è morto lavorando gratis per maturare crediti formativi ma la Scuola è altro.
Deve essere cambiata la logica imposta dal Pd di Renzi, che l’ha creata, e che è stata confermata anche dal governo Draghi, una logica comune a tutte le riforme del lavoro, delle pensioni o della Scuola.
A chi aspira a trasformare gli studenti in performer del mercato del lavoro va contrapposta l’idea che la scuola deve essere il luogo dove insegnare a diventare cittadini liberi e consapevoli, in grado di essere partecipi, con senso critico, nella società e nel mondo del lavoro.
Sinistra Italiana Pistoia









