di Simone Tofani
PRATO – Una domenica mattina differente al Museo di Palazzo Pretorio a Prato. Le sale del museo risuonano di musica, come già avvenuto all’anteprima di questa trentesima edizione del MetJazz.
Nella sala conferenze tra i dipinti di Vinicio Berti, la performance odierna, organizzata da Fondazione Teatro Metastasio di Prato con il supporto e la collaborazione del Museo di Palazzo Pretorio di Prato e della sua direttrice scientifica Manuela Fusi, ha catturato sicuramente l’attenzione degli appassionati di Jazz.

Protagonista, il giovane e pluripremiato sassofonista toscano Lorenzo Simoni, il cui percorso tra jazz e musica classica lo rende uno degli artisti più versatili della scena musicale italiana.
Accompagnato dal suo quartetto o per meglio dire 4TET, composto da Guglielmo Santimone al pianoforte, Giulio Scianatico al contrabbasso e Simone Brilli alla batteria, Simoni ha presentato un repertorio di composizioni originali spaziando dalle più recenti alcune realizzate alcuni giorni fa come a brani più “datati”.
Troviamo quindi composizioni che hanno messo in luce una scrittura musicale ricca di dettagli e un interplay di gruppo capace di comunicare grande affiatamento, si spazia tra momenti di solo che sfociano in colorati ensemble, mai ripetitivi e sempre carichi di freschezza.

Questo quartetto ha un approccio originale al jazz e grazie a questa loro peculiarità, hanno saputo interpretare con eleganza e precisione ogni brano, creando un flusso musicale variegato ma coeso, che ha evidenziato il talento compositivo e l’espressione artistica di Simoni che è in continua evoluzione grazie anche allo scambio sinergico con gli altri membri del Quartet. La cura negli arrangiamenti e l’energia dell’esecuzione hanno offerto al pubblico un’esperienza veramente di alto livello, capace di avvicinare generazioni diverse al linguaggio del jazz.

Lorenzo Simoni è una promessa per il futuro del jazz italiano e rappresenta un’importante risorsa per il panorama musicale moderno, dimostrando in ogni sua esibizione che il jazz continua ad evolversi e ad attrarre nuove sensibilità. Il pubblico presente, visibilmente coinvolto, ha tributato ripetuti applausi calorosi al quartetto, suggellando così una mattinata che ha valorizzato la vitalità e l’importanza della musica dal vivo, anche in luoghi diversi dal classico palcoscenico.
Un evento, come detto, in una cornice atipica per la musica. Nato dalla reciproca volontà da parte del Museo di Palazzo Pretorio di Prato, nella figura della sua direttrice scientifica Manuela Fusi e di Stefano Zenni direttore artistico del Festival MetJazz, di valorizzare non solo la musica, ma la città di Prato e l’arte di cui è ricca, in una fusione magistrale.

Il concerto di oggi fa parte della categoria “Under 30. Più giovani del festival”, ed ha confermato come il festival MetJazz sia un appuntamento imperdibile per gli amanti del genere, dando ancora un’ulteriore conferma dell’altissimo livello di qualità e selezione nel panorama musicale contemporaneo.









