PISTOIA – Una gatta che guarda il mondo in maniera ironica, beffarda, paradossale e provocatoria, protagonista assoluta di una serie di disegni che possiamo trovare in mostra sulle pareti di un locale o sfogliare tra le pagine di un calendario.
La gatta è un tema costante e ricorrente nell’arte di Luca Lucherini, pratese di nascita ma ormai pistoiese d’adozione: un artista versatile e poliedrico che quest’anno ha “firmato” con le sue dodici illustrazioni a tema “felino” il calendario di Settegiorni, divenuto negli anni una strenna molto apprezzata dai pistoiesi e un’opportunità di collaborazione e promozione per disegnatori e artisti locali.
Inoltre presso la libreria Lo Spazio in via Curtatone e Montanara è attualmente in corso la sua mostra personale che racchiude una selezione di disegni a pennarello su carta, due piccole tele colorate e alcuni oggetti artistici tutti legati al tema della gatta, con alcune opere già incluse nel calendario e altre, invece, inedite o realizzate più di recente.

“Nella vita di tutti i giorni svolgo la professione di assistente sociale ma da sempre coltivo la passione per il disegno – racconta Luca – mi definisco un autodidatta, non ho seguito corsi particolari ma negli anni ho cercato di sviluppare l’arte del disegno in tutte le sue sfaccettature e battendo più strade: faccio disegno su carta, pittura, stampa a mano, pittura murale, incisioni e disegno su vari tipi di superfici, dal tessuto di una maglietta alla ceramica di una tazza. Fra tutte le tecniche utilizzate amo in particolare l’inchiostro, con l’uso di pennarelli e pennelli per disegni in bianco e nero su fogli di carta o su tela”.
Non sorprende, quindi, che la maggior parte delle illustrazioni in mostra presso la libreria siano realizzate su carta con l’uso del pennarello nero, a rappresentare un po’ la “cifra stilistica” di Lucherini. Ma oltre al bianco e nero, c’è soprattutto la “sua” gatta a ricoprire il ruolo di protagonista assoluta sia nella mostra, sia nel calendario.
“Ho preso spunto e ispirazione dal comportamento della mia gatta, di nome Luce – spiega Luca – e ho cominciato a osservare con attenzione e con uno sguardo un po’ diverso e fuori dall’ordinario il suo aspetto fisico e i suoi atteggiamenti, cercando di tirar fuori i suoi pensieri, le sue sensazioni, le sue emozioni, il suo possibile modo di vedere il mondo di noi umani. La mia gatta ha quindi iniziato a parlare: accanto a ogni disegno ho cominciato a inserire alcune parole, una frase, una battuta, sempre nel segno del sarcasmo, dell’ironia, quasi della beffa e del paradosso, talvolta addirittura della provocazione per accendere la curiosità dell’osservatore.
Queste parole non sono una didascalia nè un sottotitolo dell’opera, ma costituiscono parte integrante del disegno perché è attraverso di esse che la mia gatta si presenta, si descrive, si esprime, compie riflessioni, emette giudizi o si lancia in invettive talvolta aspre e polemiche, ma sempre nel segno dell’ironia e della leggerezza.

È una gatta profondamente umana e umanizzata che si ricollega alla grande tradizione narrativa della favola, i cui animali parlano, pensano e agiscono in tutto e per tutto come esseri umani, andando a rappresentare in maniera allegorica i comportamenti, gli atteggiamenti, i vizi e le virtù umane presenti in ogni società.
Il passo successivo è stato infatti quello, attraverso il nonsense e l’ironia, di mettere la gatta in varie situazioni e farle esprimere pensieri e riflessioni ben poco feline, ma che hanno molto a che fare con la sfera umana.
La mia gatta diventa talvolta un mezzo e uno strumento attraverso il quale posso esprimere le mie considerazioni sul mondo e sulla realtà, anche su temi molto seri: ho sempre apprezzato i gatti per la loro indole anarchica, che mi rispecchia molto, e ho immaginato che dopo tanti anni di convivenza con me anche Luce abbia assorbito e fatto propria una sorta di pedagogia libertaria in grado di avvicinarci e di farci pensare allo stesso modo. Ma anche ciò avviene senza mai abbandonare quel canale comunicativo basato sull’ironia, sulla leggerezza, sull’intento provocatorio e beffardo: mi piace giocare con le parole e i loro significati, con i doppi sensi, con la provocazione arguta e mai volgare, e alle volte mi diverto a nascondere riflessioni e messaggi dietro un accostamento di parole in apparenza insensato”.

Un esempio dello sguardo ironico sul mondo di Luca e della sua gatta è dato dal grande disegno che campeggia al centro della mostra, con la gatta rappresentata in posa ieratica sopra una nuvola e la dicitura “Dio è la mia gatta”: un’affermazione dissacrante e blasfema? Oppure, più semplicemente, uno straordinario atto d’amore nei confronti del proprio felino? E così la gatta di Luca ci “insegue” sui disegni e sugli oggetti in mostra allo Spazio, ora mostrando orgogliosa i propri artigli, ora chiedendoci un bonifico sul suo conto corrente “per acquistare salmone di ottima qualità”, ora credendo fermamente nel valore della scienza, ora rivendicando con fierezza i suoi sentimenti antifascisti.
E come è nata poi l’idea di “trasportare” la gatta tra le pagine di un calendario? “Con Nilo Benedetti, editore di Settegiorni, ci siamo incontrati e conosciuti per caso due anni fa, promettendoci, senza però imporci obblighi o scadenze, di realizzare un progetto insieme – racconta Luca – con il tempo ci siamo rivisti e risentiti, io avevo già realizzato un piccolo libro d’artista autoprodotto raccogliendo i disegni della mia gatta e lo sottoposi all’attenzione di Nilo. A lui piacque subito – abbiamo scoperto di essere entrambi due grandi amanti dei gatti – e da lì si sviluppò l’idea di inserire la mia gatta, già tema ricorrente dei miei disegni, all’interno del calendario di Settegiorni”.

Ma l’arte di Luca Lucherini non si esaurisce ovviamente con la sua gatta: “ho già all’attivo alcune collaborazioni e spero di poter replicare a breve un’esperienza molto bella che ho fatto l’anno scorso con il Comune di Prato – spiega – un progetto che mi ha veramente entusiasmato e coinvolto. Si è trattato di un lavoro incentrato sui cortometraggi animati e sul linguaggio cinematografico, svolto insieme a un gruppo di bambini dai 3 ai 5 anni delle scuole dell’infanzia: vederli collaborare e disegnare insieme le locandine dei corti è stata per me un’esperienza incredibile e assolutamente da ripetere. Ci sono poi altri progetti in corso con case editrici, spero di continuare in futuro a portare avanti iniziative e collaborazioni e di avere la possibilità di esporre la mia arte in mostre come questa”.
La personale di Luca, inaugurata lo scorso 10 dicembre, resterà visibile al pubblico fino alla metà di gennaio nei consueti orari di apertura della libreria; il calendario con la sua gatta è già disponibile e acquistabile presso le librerie indipendenti di Pistoia.
Con il 31 di dicembre si chiude per Luca Lucherini un anno ricco di soddisfazioni, con l’augurio che la sua Luce possa continuare a osservare il mondo con il suo sguardo ironico, beffardo e dissacrante, facendoci riflettere e divertire allo stesso tempo, sempre con graffiante sarcasmo e senza prendersi troppo sul serio.









