mercoledì, Settembre 9, 2026

Luigi Petracchi e il suo San Michele per Carmignano

di Caterina Benini

CASALGUIDI – Spazio Zero Arte Contemporanea si trova a Casalguidi, una frazione del Comune di Serravalle Pistoiese. È un centro espositivo dedicato alla promozione dell’arte contemporanea e alla ricerca estetica, nato nel 2020 da un’idea di Luigi Petracchi e Edi Pagliai.

Proprio in questi giorni Spazio Zero festeggia i suoi primi cinque anni di attività. “Siamo molto soddisfatti del risultato del progetto – dice l’artista Petracchi – tutto quello che è successo in questi anni è andato oltre ogni aspettativa”.

La nuova stagione prenderà il via con “L’arte del dubbio” a cura di Maurizio Vanni e Ilaria Magni il 21 settembre, giorno dell’inaugurazione, e sarà visitabile fino al 30 novembre. Molti gli eventi in calendario a partire dal 3 ottobre con lezioni di Hatha Yoga a cura di Eva Benedetti, insegnante di yoga e acroyoga, naturopata counselor, al 12 ottobre con “L’evoluzione dell’IA: dove siamo oggi e quali nuove forme di intelligenza ci attendono” con Alessandro Mecocci dell’università di Siena.

L’artista pistoiese Luigi Petracchi (foto di Stefano Di Cecio) e due immagini del bozzetto preparatorio e della scultura del “San Michele”

Altro evento da segnalare domenica 9 novembre con “La poesia, la voce, la scienza”, presentazione della collana di poesie “Ingenia ludere” edizione Alvivo nell’ambito del premio di poesia Bacchereto con Alessandro Pagnini della Fondazione Francis Bacon, Paolo Maria Mariano e Riccardo Bruscagli dell’università di Firenze e Gloria Fossi, storica dell’arte scrittrice e giornalista. Saranno presenti anche Laura Monaldi saggista e archivista e Alberto Frigo dell’Università di Milano.

Seguiranno delle letture di poesie ad alta voce con la vocalista Francesca Della Monica, mentre lunedì 13 ottobre alle 21 si esibirà il duo Aulosvox composto da Silvia Capra soprano e Paolo Zampini al flauto, in collaborazione con il Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze per presentare “Le altre voci” musiche di Luciano Berio, Ennio Morricone e Carla Rebora.

“La Crescita dello Spazio Zero si evince anche dal ricco calendario di eventi che nel tempo è andato crescendo e dallo spessore delle illustre personalità che ne prendono parte, racconta Petracchi, spesso siamo contattati direttamente da artisti e professionisti si propongono per partecipare alle iniziative”.

Edi Pagliai, moglie e compagna di una vita di Luigi, prosegue il racconto sottolineando che l’obiettivo è quello di avvicinare l’arte a tutti e non soltanto a pochi e addetti ai lavori. “Questo nostro spirito è stato ben compreso e per noi questo è il successo più grande”.

Per Luigi è un periodo denso di appuntamenti. Oltre alla elaborazione del programma per la prossima stagione allo Spazio Zero, si è dedicato alla preparazione delle opere che saranno esposte dal 28 ottobre al 14 dicembre 2025 a Ulsan, in Corea del Sud, in una rassegna d’arte dal titolo “Vanitas. Dall’inganno del tempo al riflesso dell’altrove”, curata da Maurizio Vanni.

Petracchi si è anche dedicato alla realizzazione del trofeo per la “Festa di San Michele” di Carmignano. Gli organizzatori hanno chiesto a Luigi Petracchi di realizzare un’opera d’arte che sarà consegnata al rione vincitore il giorno 29 settembre a conclusione della festa. Carmignano, infatti, nei giorni 27, 28 e 29 settembre vedrà i quattro rioni del paese impegnati nel realizzare i loro rispettivi programmi che saranno poi votati da una giuria selezionata. Il 29 sarà decretato il rione vincitore al quale verrà consegnata l’opera dell’artista Petracchi.

San Michele è una figura ricorrente nelle sue rappresentazioni. Lo ha interpretato e rappresentato sempre in forma bidimensionale. Per Carmignano invece ha realizzato un’opera tridimensionale carica di simboli e di significati. Dai bozzetti che hanno rappresentato sulla carta il percorso mentale, le idee dell’artista all’opera compiuta, c’è stato un lungo lavoro di studio.

Niente per Petracchi è casuale o lasciato all’istinto, tutto nasce da letture approfondite e da una ricerca quasi maniacale dei particolari. Tutto ciò che Luigi Petracchi realizza è frutto di un lungo percorso, di un viaggio interiore che ha come meta l’opera da ammirare.

“Ho realizzato il mio San Michele, compassionevole, non giudicante, che riprende sempre il fratello caduto, spiega Petracchi, i fratelli caduti siamo noi, la lancia è libera, non è rappresentata nel momento in cui colpisce”.

C’è stato un lungo lavoro di ideazione prima di arrivare al bozzetto finale. I primissimi accenni li ha disegnati su un piccolo quaderno nero, a matita con un tratto leggero. Solo dopo lunghe riflessioni, studi e letture, quel tratto abbozzato sul quaderno, si è trasformato nel progetto definitivo. L’opera è straordinaria nella sua semplicità e carica di significato. Chi la osserva può rispecchiarsi e trovare la propria via. È un vero e proprio percorso alchemico, una trasmutazione come spiega l’artista. Il volto è indefinito affinché ognuno possa riconoscersi, le ali sono braccia che avvolgono, pronte ad accogliere, la lancia non colpisce il fratello a terra, è compassionevole, offre una possibilità di salvezza. L’inizio del percorso potrebbe essere la porta che ricorda quella degli inferi: ognuno di noi attraversa il suo inferno.

Petracchi con il suo San Michele ci ricorda che spesso bisogna toccare il fondo per poi risalire. La figura è stilosa, ricorda un percorso che va dal basso verso l’alto dove l’idea del risalire combacia con la rinascita, infatti, la freccia punta dritta al cuore che è la parte più pura di ogni individuo.

L’opera rappresenta un vero e proprio percorso di conoscenza e la bilancia tenuta in mano dal Santo ci ricorda che tutti dobbiamo far pesare il cuore meno di una piuma, come dicevano gli egizi. Tra i simboli presenti c’è il Nigredo che rappresenta due strade, una dritta e l’altra tortuosa, entrambe puntano verso l’altro. Simboleggiano la scelta, il libero arbitrio. Il San Michele è in ottone bronzato ed è alto circa 38 cm. È realizzato con la tecnica della fusione a terra, tutti i pezzi sono unici poi ricomposti per arrivare al prodotto finale.

Il Comune di Carmignano, in occasione della consueta festa, ha organizzato una personale di Luigi Petracchi che si terrà dal 20 al 29 settembre presso la sala consiliare del palazzo comunale. Il titolo della mostra è “MI ka El” Che significa “Chi è come Dio?”. Petracchi porterà in mostra molte sue opere che hanno come protagonista San Michele.

Non resta che aspettare il 29 settembre per scoprire a quale dei quattro rioni sarà consegnato questo trofeo speciale realizzato da un’artista poliedrico, con l’intento di avvicinare le arti alla gente perché convinto che la bellezza possa rappresentare una via di salvezza.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI