mercoledì, Settembre 9, 2026

Maltempo: riparazioni urgenti fiumi Firenze, attese altre piogge

FIRENZE (Ansa) – l consorzio di bonifica del Medio Valdarno, insieme al Genio civile della Toscana, ha dato avvio a 15 interventi di ‘somma urgenza’ per la riparazione dei luoghi vulnerati dalle inondazioni del 13, 14 e 15 marzo in Toscana.
Sono lavori fatti sapendo che è in arrivo una nuova perturbazione sulla Toscana.
“Lavoriamo con le nostre capacità tecnico-operative per tamponare le situazioni più critiche in vista della nuova ondata di maltempo prevista”, spiegano dal consorzio.

Dragaggio nel Bagnolo a Montemurlo

Questi 15 interventi richiedono un importo totale di circa 12,2 milioni di euro.

Sono in corso sui fiumi che hanno fatto dani importanti: sul torrente Rimaggio che ha rotto l’argine nel centro di Sesto Fiorentino alluvionando la cittadina; nel torrente Marinella che ha esondato a Legri, a monte di Calenzano; nei fossi Macinante e Reale a Campi Bisenzio, dove ora gli argini sono deboli; al torrente Orme che ha sfondato l’argine inondando i quartieri di Empoli; al torrente Loretino a Rovezzano, quartiere di Firenze sud. “Tutti i cantieri sono aperti e proseguiranno senza sosta fino a quando non saranno ristabilite almeno le condizioni precedenti all’evento o laddove possibile anche migliorate – spiega il presidente del Consorzio di Bonifica, Paolo Masetti – La sola manutenzione ordinaria non basta e di fronte ad eventi meteo come questi riemerge la chiara necessità di investimenti strutturali di prevenzione per il futuro” ma “ha dato i suoi frutti in termini di rischio ridotto su un reticolo di 5.600 km di corsi d’acqua e su 730 km di argini con casse di espansione che sono servite ad evitare il peggio in tante zone come ad esempio a Firenze, Scandicci, Campi Bisenzio o nel Pistoiese”, infine gli “impianti idrovori hanno funzionato ininterrottamente per giorni e hanno pompato complessivamente dalla Piana tra Firenze e Prato più di 15 milioni di metri cubi di acqua (il volume di 500.000 camion cisterna) che altrimenti avrebbero sicuramente provocato allagamenti ancora più diffusi e persistenti”.

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