mercoledì, Settembre 9, 2026

“Manifestazione per Gaza, potente lezione di educazione civica”

PISTOIA – “Care studentesse, cari studenti, gentili genitori,

ieri si è tenuto, in tutta Italia, lo sciopero e le manifestazioni contro il genocidio che sta avvenendo a Gaza, sotto gli occhi del mondo intero. Anche se l’adesione è stata molto alta, avrei voluto vedere, almeno qui a Pistoia, una presenza più numerosa di ragazze e dei ragazzi. Il futuro è nelle mani dei giovani, e non si può immaginare il futuro restando in silenzio davanti a un orrore del genere .

manifestazione per la Palestina

Come afferma lo scrittore e filosofo Elie Wiesel, di origine ebraica e sopravvissuto alla Shoah: “la neutralità favorisce l’oppressore, mai la vittima. Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato.”

Vorrei anche rassicurarvi: non è vero che i professori “si arrabbiano” se gli studenti e le studentesse decidono di partecipare a uno sciopero di questa importanza. Quella di ieri è stata una “lezione fuori aula”, una potente lezione di educazione civica ed educazione alla pace, in cui ognuno ha potuto prendere la parola.

E avere il coraggio di esprimere le proprie idee è un segno di maturità e responsabilità. È importante che la scuola resti uno spazio in cui si impara a conoscere, a riflettere e ad assumere posizioni consapevoli: ma lo si può fare anche al di fuori di un contesto “sicuro” come le 4 mura di un’aula scolastica. C’è un libro scritto nel 1967 che è ancora di grande attualità e che ogni anno andrebbe riletto da tutti i docenti e non solo.

manifestazione per la Palestina

In “Lettera ad una professoressa” don Lorenzo Milani scriveva: “Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come vuole amare se non con la politica o col sindacato e con la scuola? Siamo sovrani. Non è più tempo delle elemosine, ma delle scelte. Contro i classisti che siete voi, contro la fame, l’analfabetismo, il razzismo, le guerre coloniali”-

Sono stata molto contenta, ieri, della presenza di tanti colleghi e colleghe: la loro partecipazione è stata importante e significativa. Ma la voce dei giovani è quella che più deve farsi sentire, perché è la generazione che erediterà le conseguenze di ciò che oggi scegliamo di accettare o di contrastare.

Per questo vi invito, care ragazze e cari ragazzi, a non avere paura di far sentire la vostra voce, e invito voi genitori a sostenere il loro diritto – e dovere – di pensare, discutere, scegliere e schierarsi. Perché (per tornare a don Milani) “quel che non è politica non riempie la vita d’un uomo d’oggi”, e il coraggio di parlare e agire è l’unica strada per costruire un mondo più giusto.

Con fiducia, prof.ssa Giulia Caselli

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