mercoledì, Settembre 9, 2026

Manutenzione dell’Ombrone pistoiese, occorre non sprecare i fondi

di Francesco Rauty

PISTOIA – Si parla tanto di rischio idraulico e prevenzione, questa è la vista dalla via di Gora e Barbatole dell’Ombrone Pistoiese che scorre a ovest della città.

Nell’alveo, tra alti argini in muratura costruiti a una distanza di oltre cinquanta metri per contenere le piene del fiume, sono stati lasciati dal Consorzio Medio Valdarno, contro ogni logica e norma, con il solo scopo di realizzare un bel “parco fluviale”, alberi e arbusti, limitando gli interventi di manutenzione solo a vari tagli di erba. Questa circostanza, in caso di forti precipitazioni atmosferiche, comporta un serio rischio idraulico, infatti, se il livello della portata del fiume dovesse raggiungere le sponde in muratura, tutta la vegetazione esistente all’interno dell’alveo sarebbe inevitabilmente spazzata via e trascinata a valle con conseguenze devastanti e drammatiche per i territori a valle.

Vista dal lato nord del ponte (6 novembre 2023) di via Gora e Barbatole

Si taglia l’erba come in un parco e si lascia crollare argini e contrafforti in muratura.

Vista dal lato sud del ponte di via Gora e Barbatole (foto del 6 novembre 2023)

Sotto, la foto di una piena del 18 marzo 2013 (vista dal lato sud del ponte) che per poco non arrivò agli argini in muratura.

Sembrerebbe necessario e urgente, visti anche i recenti eventi atmosferici di carattere eccezionale, eliminare quanto prima le piante dall’alveo (la cui presenza è oltretutto espressamente vietata dall’art. 96 del R.D. 25 luglio 1904) in modo da lasciare libero il deflusso delle acque

La presenza, contro ogni logica di alberi e arbusti oltre a provocare accumulo di materiale in alveo che diminuisce la sezione di deflusso adeguata alle corrispondenti portate di massima piena, rappresenta un grave pericolo perché in caso di piena del fiume, l’inevitabile sradicamento delle ceppe andrebbe ad ostruire ponti e viadotti esistenti a valle, provocando ingenti esondazioni con la conseguenza di gravi danni e lutti. Per fortuna nel bacino idrografico dell’Ombrone non si sono verificate le ingenti precipitazioni atmosferiche che sono avvenute nel bacino del Bisenzio, altrimenti si sarebbero avuti altri disastri.

La realizzazione di un bellissimo parco fluviale non può certo giustificare i gravi rischi cui si va incontro.

Le uniche opere da eseguire all’interno di un corso d’acqua, che scorre in mezzo ad argini in muratura, sono la regolare pulizia dell’alveo, la realizzazione di briglie, necessarie per ridurre la velocità delle acque, il trasporto di materiale solido di fondo e di smorzare l’energia cinetica dell’acqua fluente dalla briglia, ma anche effettuare tutte le opere di manutenzione necessarie a mantenere efficienti gli antichi argini in muratura.

I fondi ci sono, direi sarebbe il caso di usarli in modo corretto e non sprecarli come avviene adesso, ma per fare questo sarebbe il caso prima di tutto di cercare tecnici competenti capaci di gestire i fondi disponibili in un’ottica di prevenzione del rischio idraulico e non nella realizzazione di parchi fluviali.

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1 commento

  1. Parole sante! Sotto il Ponte alle Tavole le piante stanno per superare l’altezza del ponte e lungo le sponde del fiume qua e là vegetano dei folti canneti! E certo gli interventi eseguiti non si sono curati di preservare le mura che in vari punti sono state danneggiate. Francamente al momento non mi sembra neppure un bel parco fluviale ma soltanto un percorso con pochi interventi fatti (e male!) tanto per far vedere che se ne prendono cura, dovendo giustificare in qualche modo il contributo che paghiamo al Consorzio Ombrone.

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