di Elisabetta Branchetti
FIRENZE – Marco Galli nasce a Firenze il 30 ottobre 1985 vive a Signa, di carattere curioso, si definisce un grande ascoltatore, sempre desideroso di confrontarsi con nuove realtà per misurare la propria personalità.

Parlaci della bella esperienza di essere stato protagonista delle paralimpiadi con la tua disciplina di danza in sedia a rotelle. Come sei arrivato fino a lì?
Tutto è nato da un messaggio che ho ricevuto su Instagram da parte del responsabile del casting di Filmaster, al quale all’inizio non ho creduto, ma in realtà era tutto vero. Mi è stato proposto di fare un pezzo di danza aerea, io sono un ballerino latino americano, laureato campione italiano di solo maschile il 1° febbraio 2026, ma non di danza aerea, però ho accettato questa sfida insieme a Vanda Moretti e al team “Il posto, danza verticale” di Marghera. Ho dovuto fare un sacco di prove insieme alla ballerina Isabel Rossi. Tutto questo è stato possibile grazie alla regia di Marco Bonino e la produzione di Filmaster. Mi sono esibito a 10 metri di altezza danzando sospeso a un cavo e la mia esibizione è stata vista in mondo visione,
Quando è nata la passione per questa disciplina?
Era il 2003 facevo basket in carrozzina, la palestra era divisa in due sale, in una si praticava il basket, nell’altra il ballo, lì ho conosciuto Giulia, infatuazione non corrisposta ma dalla quale è nata la passione per il ballo.
Quali campionati hai vinto?
Ho vinto diverse competizioni, a Riccione nel 2023 il campionato italiano assoluto di wheelchair, nello stesso anno il campionato assoluto di combi, con la mia partner nel ballo Elisa Fabiani di Piombino,

Dove ti alleni?
A Piombino nella scuola “Ad Maiora Dancing Team” sotto la direzione artistica di Elisa Fabiani, con la quale mi esibisco in coppia nelle competizioni. Per allenarmi faccio due ore e mezzo per andare e due ore e mezzo per tornare da Piombino in treno, ma non sento la fatica perché ho una grande passione.
Oltre questa tua bellissima passione c’è anche quella del canto, sei stato finalista nella 6a edizione di Talent Busters, l’hai tralasciata o canti ancora?
Canto ancora, sebbene abbia meno tempo da dedicargli per via della danza, ma ogni tanto faccio qualche serata musicale con il grande amico e musicista Alberto Billone.
Direi che hai avuto delle grandi soddisfazioni, se dovessi realizzare un nuovo sogno quale sarebbe?
Il mio sogno sarebbe poter cambiare la mentalità sulla disabilità, ovvero mettere sempre più al centro la persona e sempre meno la disabilità, per fare questo bisogna fare passare un concetto, per quello che mi riguarda, intendere la disabilità come un diverso equilibrio, in fondo la vita è sempre una ricerca continua di equilibrio, bisogna dare più importanza alla persona e vorrei mettere la mia arte a disposizione per il cambiamento di cultura della disabilità e esibirmi sempre più in contesti più grandi, tipo San Siro per poter divulgare il messaggio a più persone possibili.





