di Marco Leporatti*
PISTOIA – Con sorpresa apprendiamo la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso proposto dalla Fondazione Marino Marini che annulla il vincolo pertinenziale delle opere di Marino Marini al Palazzo del Tau di Pistoia.

Si crea anche un precedente legislativo, quanto meno bizzarro, nei confronti delle Fondazioni che ricordiamo in vari ordinamenti, compreso quello italiano, hanno scopi di pubblica utilità.
Come leggiamo dal comunicato stampa della Fondazione stessa “dall’11 novembre 2019 (il vincolo) ha costretto la Fondazione a mantenere e custodire le opere di sua proprietà in un edificio non a norma”.
Crediamo sia importante adesso che i soggetti del territorio, e la Regione, abbiano immediata quanto concreta relazione e proposta con la Fondazione sulla velocità di rimessa a norma del Palazzo del Tau, che dal 1983 ai giorni nostri, per volere di Mercedes Pedrazzini, “Marina”, aveva trovato tutti i soggetti d’accordo.
Siamo convinti che tutti i soggetti siano per una cultura diffusa e pubblica che alimenti profondità di pensiero riconoscendo un valore etico della cultura. Firenze, Pistoia, con Marino che alimenta un circuito di “distribuzione artistica”, un valore politico e civile del nostro patrimonio che i nostri Padri Costituenti hanno voluto sottolineare con l’articolo 9 della Costituzione.
Per Pistoia un edificio pubblico restituito alla comunità e un ambasciatore unico, per la Fondazione Marini un circuito artistico che non può che rendere esponenziale il suo scopo di pubblica utilità.
Tavolo immediato.
*Nessunotocchimarino







