mercoledì, Settembre 9, 2026

Maschere, colori, messaggi di pace: Viareggio ritrova il suo Carnevale

VIAREGGIO – Un corso mascherato sul lungomare in una bellissima giornata di sole, tra carri allegorici, maschere, canti, balli, musica, colori e forti messaggi di pace in un momento storico così difficile e preoccupante.

La città di Viareggio ritrova il suo “autentico” Carnevale, che spegne le 149 candeline e torna ad animare con le sue sfilate dei carri un lungomare gremito, a testimonianza della grande voglia di partecipare, di gettarsi nella folla colorata e dai mille costumi, di tornare a vivere una delle manifestazioni più importanti a livello nazionale dedicate al Carnevale.

“Homogeneity”, uno dei carri allegorici in corteo al Carnevale di Viareggio (fotografie di Andrea Capecchi)

Una festa che rappresenta da anni l’anima della cittadina toscana, molto sentita nel cuore di ogni viareggino ma sempre capace di coinvolgere un pubblico ampio, richiamato quest’anno dalla voglia di “ripartire” dopo lo stop e le limitazioni dello scorso anno a causa della pandemia.

E questa vuole essere l’edizione della ripartenza, con l’auspicio che il virus sia finalmente alle spalle; c’è l’obbligo di indossare la mascherina a causa dell’inevitabile assembramento e dell’assenza del distanziamento sociale, ma è una misura che quasi non si avverte, mimetizzandosi tra le maschere e i costumi che tantissimi – non solo i partecipanti al corteo – hanno scelto di indossare per fare festa.

Un momento del corso mascherato sul lungomare di Viareggio

Se la pandemia appare oggi un po’ più “defilata”, nuove e ben più gravi notizie ci giungono in questi giorni dall’Ucraina: il ritorno di una guerra nel cuore dell’Europa non ci deve lasciare indifferenti, e anche il Carnevale, pur in un clima di festa, non dimentica e non fa finta che a due ore di volo da noi non stia succedendo niente. Ecco allora, tra la folla e dai carri, spuntare tante bandiere arcobaleno, e ancora cartelli con scritte e messaggi di pace, a dimostrazione che anche il corteo viareggino, nel suo piccolo, intende lanciare un chiaro segnale per dire “basta” alle guerre, alle invasioni, ai missili, ai carri armati. Alle esplosioni delle bombe il Carnevale risponde con le esplosioni, gioiose e innocue, dei colori in strada, sia da parte delle sgargianti coreografie legate ai carri, sia da parte del pubblico, in un continuo movimento di maschere, parrucche, travestimenti.

C’è la condanna della guerra, ma ci sono anche richiami ai grandi temi che hanno segnato questo ultimo anno e ai personaggi della politica e dell’attualità che in qualche modo si sono resi protagonisti, “guadagnandosi un posto” sui carri allegorici del Carnevale viareggino.

Il carro allegorico 2Buffalo Biden”

Autentici capolavori d’arte, che “nascono” nella Cittadella del Carnevale su ispirazione di artisti locali, i carri rappresentano senza dubbio l’elemento più iconico e appariscente dei corsi mascherati sul lungomare, suscitando la meraviglia di grandi e piccoli, che al loro passaggio si accalcano lungo la strada per “strappare” una foto. Sui carri è un trionfo di balli, danze, musiche – molto gettonato il brano sanremese “Ciao ciao” della Rappresentante di Lista, viste le origini viareggine della cantante Veronica Lucchesi – coreografie su pedane all’ombra dei mezzi meccanici che “muovono” le gigantesche figure allegoriche.

Tra quelli proposti in questa edizione, meritano una menzione “La festa dei folli” di Luca Bertozzi, con Achille Lauro nelle vesti di “nuovo papa” del Carnevale, simbolo della capacità di trasformare se stessi, di fare della libertà e della diversità il proprio inconfondibile stile di vita; “La cicala e la formica” di Luigi Bonetti, una rilettura in chiave contemporanea dell’antica favola di Esopo, ma che nasconde anche un importante messaggio di sicurezza sui luoghi di lavoro; “Reset”, un gigantesco orso polare che abbraccia un inuit intento a premere il pulsante per “resettare” e “riprogrammare” il nostro mondo alla luce della necessità di una transizione ecologica e ambientale; “Homogeneity”, richiamo alla parità di genere e all’uguaglianza dei diritti fra uomo e donna; “Buffalo Biden”, ironica caricatura del nuovo presidente degli Stati Uniti intento a cavalcare il “toro americano” imbizzarrito, cercando di schivare i tentativi di Trump e Putin di disarcionarlo; “La regina del potere”, altro carro a tema politico-finanziario con la caricatura di Christine Lagarde, presidente della BCE, in versione regina del “trono di spade” protetta e affiancata dal drago-Draghi.

E a chiudere idealmente la sfilata, il bellissimo “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, elaborata e sofisticata costruzione sormontata da due volti umani “scomposti” che riescono finalmente a baciarsi, richiamo simbolico al lungo periodo di isolamento domestico vissuto negli ultimi due anni, segnati appunto dal distanziamento sociale e dalla difficoltà di mantenere un contatto “fisico” con l’altro.

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