VIAREGGIO – Una folla variopinta è tornata ad animare il lungomare di Viareggio in occasione dei cortei mascherati per la 150ma edizione del Carnevale.
Quest’anno infatti la manifestazione viareggina taglia un traguardo invidiabile: un secolo e mezzo di storia per un evento, nato nel lontano 1873, che nel corso dei decenni non solo è diventato il “simbolo” della città toscana, ma è entrato anche di diritto nella cultura popolare e di massa del nostro Paese.

Complici la bella giornata di sole, le temperature miti e il ritorno alla piena normalità dopo le cancellazioni e le restrizioni dovute alla pandemia, la scorsa domenica migliaia di persone di tutte le età, comprese tante famiglie con bambini, hanno affollato il “circuito” lungo viale Carducci, tra le piazze Mazzini e Maria Luisa, attendendo fin dalla tarda mattinata il passaggio dei carri allegorici.
Autentici capolavori d’arte, che “nascono” nella Cittadella del Carnevale su ispirazione di artisti locali, i carri rappresentano senza dubbio l’elemento più iconico e appariscente dei corsi mascherati sul lungomare, suscitando la meraviglia di grandi e piccoli, che al loro passaggio si accalcano lungo la strada per “strappare” una foto. Sui carri è un trionfo di balli, danze, musiche, coreografie su pedane all’ombra dei mezzi meccanici che “muovono” le gigantesche figure allegoriche.
Tra satira sociale e di costume, richiami ai temi più scottanti dell’attualità e la celebrazione del carnevale come momento di festa (ricorrente la citazione “chi vuol esser lieto sia”, richiamo al canto carnevalesco del “Trionfo di Bacco e Arianna” di Lorenzo il Magnifico), la sfilata si è fin da subito trasformata in un tripudio di colori sgargianti, grazie alle moltissime maschere indossate sia dai figuranti del carnevale, sia dal pubblico presente.
Filo conduttore del corteo, i festeggiamenti per il 150mo compleanno del Carnevale: su molti carri, compreso quello in apertura del corso, troneggia l’immagine di Burlamacco, maschera ufficiale del carnevale viareggino e mascotte della città, che con il suo inconfondibile vestito a rombi biancorossi, il mantello nero e la faccia truccata da clown sembra “dirigere” la festa, seduto tra cavallucci marini e un sole raggiante. Immagini di gioia e di festa che si uniscono alla riflessione su temi ben più seri e gravi come la condanna della guerra e la sfida della sostenibilità ambientale, due aspetti che quest’anno il Carnevale ha scelto di fare propri.
Su un carro si erge un enorme gorilla vestito da soldato, con appuntate sul petto le medaglie al valore degli eserciti di vari Paesi del mondo: tutto intorno è un ballo frenetico e dai ritmi cupi e pesanti, allegoria del processo di regressione e di “evoluzione al contrario” verso lo stato selvaggio e ferino (ben simboleggiato dal gorilla) che la guerra provoca negli uomini. Su un altro carro, un soldato con elmetto e maschera antigas si alza in piedi dispiegando una bandiera con i colori della pace, mentre intorno a lui delle scaglie color arcobaleno si uniscono a pezzi di giornali recanti tragici bollettini di guerra. Su un altro ancora, un mappamondo e una sveglia ci avvertono che “non c’è più tempo” e ci invitano a un impegno attivo e consapevole nella lotta ai cambiamenti climatici.
E poi tanti altri carri e “mascherate”, caratterizzati dall’estro e della creatività degli artisti del Carnevale e dall’ironia, talvolta assai pungente, con la quale trattano I temi più svariati: c’è l’omaggio alla defunta regina Elisabetta con gli “Angli-cani”, corteo in cui le guardie di Buckingham Palace assumono l’aspetto di varie razze canine; c’è “Mars Attack”, carro double-face che da un lato presenta Elon Musk e la sua corsa allo spazio e alla colonizzazione di Marte, dall’altro lato degli inquietanti alieni che tramano la conquista della Terra; c’è la sfilata dei “veri poveri” che sui loro carretti trainano dei ricchi e grassi signori impegnati a guardare i loro smartphone, simboli di una “bulimia digitale” che ci impedisce di vedere la realtà del mondo e i drammi dei più sfortunati; ci sono dei Minotauri che tengono in mano gomitoli di spago, allegorie di un’umanità che “ha perso il filo”.
Tante suggestioni condite dal sarcasmo e dal gusto dello scherzo tipici del Carnevale, per una festa che continuerà nei prossimi giorni: sono in programma altri quattro corsi mascherati giovedì 16 (in notturna), domenica 19 (pomeridiano), martedì 21 (in notturna) e sabato 25 (in notturna), con spettacolo pirotecnico di chiusura.





