di Mauro Banchini
POGGIO A CAIANO – Dopo lo scandalo P2 fu per iniziativa di un grande democristiano (Enzo Pezzati), in modo congiunto con gli allora mondi comunista e laici, che nei primissimi anni Ottanta del secolo scorso la Regione Toscana approvò una legge importante in termini di trasparenza.
Una legge che obbligava i titolari di cariche e incarichi a dichiarare in pubblico tutte le loro private appartenenze associative.
Lavorando in Regione fui, anni dopo, testimone diretto di almeno un tentativo della massoneria, ad altissimo livello, di cancellare o minimizzare quella norma. Tentativo fallito: schiene dritte.
Nato nelle terre di tale Licio Gelli (quello il cui piano di cosiddetta “rinascita democratica” oggi sta vincendo. Quello che deviò la massoneria verso terreni, appunto deviati, non solo di puro affarismo ma anche, con Servizi altrettanto deviati, di sangue stragista), ho conosciuto e conosco massoni.
Anche importanti. Di alcuni sono amico e conosco il loro valore sia umano che professionale.
Ho comunque sempre il laicissimo dubbio che, nelle loro logge, il tempo sia impegnato non tanto sul Grande Architetto ma su vicende assai più prosaiche.
Accade anche altrove. Incoerenza e strumentalizzazione dei nobili ideali non hanno confini né di logge né di cellule né di parrocchie.
Di recente, in una Prato sconvolta da storie di massoneria, lo ha scritto un autorevolissimo giurista cattolico: “più dediti alla ricerca di affari e di relazioni con la politica, piuttosto che alla speculazione e alla scoperta di un’umanità migliore”.
Affari, in ogni caso, loro. Oltretutto ho imparato a non giudicare mai nessuno. So solo (e certo ci sarà un motivo) che a me nessuno ha mai proposto di entrare in una loggia.
Ma quando si occupano ruoli istituzionali, trovo giusto che in nome della trasparenza il cittadino debba sapere se oltre a quello sulla Costituzione a servizio del bene comune esistono altri tipi di giuramenti. A servizio di altro.
Per questo trovo giusta questa richiesta dell’opposizione al sindaco del paese dove abito.
Fra sindaco, consiglieri, assessori e dirigenti apicali c’è qualche massone, in sonno o sveglio?
Massima libertà, ci mancherebbe, di stare in una loggia. Ma neppure alcun problema a renderlo pubblico e a fare lo stesso con ogni tipo di appartenenza associativa.










