mercoledì, Settembre 9, 2026

Maturità, addio a cinque anni vissuti tra gioie e timori

di Vittoria Ponziani Martina Mustacchio Sofia Sbrinci

PISTOIA – L’ultimo giorno di quinta superiore porta via con sé i momenti indimenticabili passati tra i banchi e le risate con i propri compagni, così come le preoccupazioni dovute a interrogazioni e verifiche o le piccole incomprensioni quotidiane.

Gli anni sembrano essere passati in un attimo e la nostalgia per ciò che si è concluso pesa sui cuori dei maturandi: “Ci porteremo sempre dietro le amicizie e le esperienze vissute durante questi cinque anni”, racconta Dennis, studente della 5A Afm dell’Istituto Pacini.

Così come le avventure vissute tra i banchi di scuola, anche gli insegnanti hanno contribuito alla crescita personale dei ragazzi e hanno segnato il loro percorso. Anas, un alunno della stessa classe, afferma che avrà sempre nel cuore alcuni professori che hanno accompagnato lui e la sua classe in un percorso di crescita e miglioramento di se stessi.

Una studentessa del liceo scientifico Amedeo di Savoia ricorderà per sempre la gita di quinta liceo: “Eravamo in un’isola sperduta vicino Ischia e abbiamo trovato l’unica discoteca presente aperta: quella sera i professori che ci accompagnavano hanno ballato con noi ymca”.

Questo dimostra che la figura del professore non deve sempre essere temuta, come invece spesso accade, che è possibile stabilire dei legami sia professionali che di amicizia che lasciano un’impronta nella vita dei ragazzi e che riescono a trasmettere l’interesse e la passione necessarie.

Dall’inizio della pandemia, le attività come i viaggi d’istruzione o le gite scolastiche sono state annullate, impedendo ai giovani di vivere importanti ed emozionanti esperienze.

“Le gite erano delle occasioni importantissime – sottolineano Giulia, Francesca e Altea, ragazze della classe 5E Lg dell’istituto Pacini – momenti durante i quali si stringono forti amicizie, si crea un bel legame di gruppo, si ha la possibilità di parlare con i professori e di uscire dalla solita routine quotidiana”.

Purtroppo però il Lockdown non ha avuto solo ripercussioni a livello scolastico, ma anche a livello psicologico, emotivo e relazionale. In altri casi, ha contribuito a trovare un equilibrio tra le esigenze discordanti all’interno del gruppo e a fortificare i rapporti: “Con il Covid la classe ha iniziato a essere più unita, abbiamo trovato un equilibrio, ci eravamo resi conto che era importante mettere da parte gli egoismi e cercare di rimanere uniti e di convivere in maniera più tranquilla”, confessa Lorenzo, studente della 5G Les del liceo Forteguerri.

Alessio Mungai

Alessio Mungai, uno dei rappresentati d’Istituto del Pacini, dichiara che gli anni trascorsi in Dad e in Ddi sono stati durissimi perché lontani dai compagni e vissuti in solitudine.

Si è trattato però, di un isolamento che in alcuni casi si è rivelato essere di fondamentale importanza per la riscoperta di sé stessi e dei propri veri interessi, come racconta Linda (5G Les, liceo Niccolò Forteguerri)

Ma per alcuni, il percorso di scuola superiore si è rivelato non soddisfacente per le proprie aspirazioni: “Mi sono resa conto – dice Giulia, maturanda del liceo scientifico Amedeo di Savoia – che la scuola che ho scelto non era quella giusta per me”. Indipendentemente da questo, la ragazza si è trovata bene sia con i propri compagni, con i quali ha stretto forti rapporti di amicizia, che con i professori.

Diego Galigani, studente della classe 5B Mg dell’Istituto professionale Pacinotti, ha capito a metà del suo percorso di trovarsi nella stessa situazione di Giulia e da maturando ha voluto dare un consiglio ai più giovani: “ Molti studenti purtroppo si rendono conto troppo tardi di aver scelto una scuola che non fa per loro e io rientro tra quelli. Per quanto questa cosa mi abbia tormentato, ho capito che indipendentemente dalla scuola superiore che si sceglie, se vuoi raggiungere un obiettivo percorrendo un altro tipo di percorso lo puoi fare, basta non farsi abbattere e rimboccarsi le maniche. Tutti prendiamo decisioni sbagliate, ma se c’è una cosa che ho imparato è che non serve a nulla piangersi addosso e guardarsi indietro. Nel passato non c’è soluzione, ma nel futuro sì e questo dipende esclusivamente da noi”.

Finite le superiori, ciò che Diego ricorderà come la cosa più importante, sarà quella di aver conosciuto delle persone che lo hanno sempre aiutato nei momenti più difficili e che per lui erano sempre presenti, come lui per loro, pronti a superare insieme le difficoltà degli anni più belli e complessi della vita di ogni persona.

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