di Riccardo Agostini
PISTOIA – Forse non tutti lo sanno, ma esiste uno strumento per affrontare le situazioni di conflittualità familiari più complesse, per attenuarne gli effetti, affinché non degenerino nella violenza ed assumano rilevanza penale. Si chiama “Mediazione familiare”, un modello interdisciplinare al quale si può accedere attraverso un legale, la magistratura, o tramite i servizi sociali comunali. È questo il tema al centro del convegno “La mediazione familiare tra conflittualità esasperata e reato penale”, in programma venerdì 16 ottobre, dalle 15 all’Auditorium Terzani della Biblioteca San Giorgio. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Anna Maria Marino Aps, in compartecipazione con il Comune di Pistoia.

L’appuntamento si propone di mettere a confronto competenze ed esperienze dell’ambito giuridico, psicologico e sociale, con l’obiettivo di approfondire il corretto utilizzo della mediazione familiare e favorire una maggiore collaborazione tra i diversi professionisti coinvolti nella gestione dei conflitti.
La mediazione, infatti, non è soltanto uno strumento alternativo di risoluzione delle controversie, ma può svolgere anche una funzione di prevenzione e contenimento del ricorso al processo penale, quando le condizioni consentono di intervenire sul conflitto senza che vi siano situazioni di violenza domestica.
«La mediazione familiare è uno strumento importante, che merita di essere conosciuto e valorizzato anche nel nostro territorio – sottolinea Sandro Giannessi, assessore alle Politiche di inclusione sociale –. A vent’anni dalla sua introduzione, è necessario favorire una maggiore collaborazione tra ambito giuridico e psicosociale, affinché le famiglie che vivono conflitti profondi possano trovare risposte adeguate. Questo convegno, grazie al contributo di professionisti con competenze diverse, rappresenta un’occasione di alta formazione e confronto, ma soprattutto un passo per dare ascolto a un bisogno sociale ancora troppo spesso trascurato».
«L’attenzione è rivolta in particolare alle coppie che vivono situazioni di conflittualità esasperata, ma non di violenza domestica – evidenzia Chiara Mazzeo, avvocata e mediatrice familiare -. In questi casi, la risposta non può essere necessariamente ricondotta al procedimento penale per maltrattamenti in famiglia: occorre valutare le caratteristiche della situazione e individuare gli strumenti più appropriati, compresa, quando possibile e sicura, la mediazione familiare. Resta fondamentale distinguere i conflitti familiari dalle situazioni di violenza, per le quali sono necessari interventi di protezione e tutela».
«Nel complesso dei reati di violenza – sottolinea Jacqueline Magi, giudice penale del tribunale di Pistoia – il 70% sono “codici rossi”. A Pistoia il numero delle misure cautelari in questa materia è tra i più alti della Toscana. I maltrattamenti sono davvero un’emergenza. Molte controversie, però, potrebbero essere risolte prima di arrivare in Tribunale, ricorrendo alla mediazione».
Per il Comune di Pistoia, infine, la dottoressa Chiara Pierotti, dirigente del servizio politiche di inclusione sociale, sottolinea come la prevenzione passi anche attraverso l’intervento ed il supporto che possono offrire i servizi sociali comunali.
A moderare l’incontro sarà Jacqueline Magi, giudice penale al Tribunale di Pistoia. Sono previste le relazioni di Chiara Mazzeo, avvocata e mediatrice familiare, di Luca Pappalardo, psicoterapeuta e fondatore dell’Istituto di Alta Formazione e di Psicoterapia Familiare di Firenze, e di Chiara Pierotti, dirigente del Servizio Personale e Politiche di Inclusione Sociale del Comune di Pistoia.
Tra gli interventi figurano, inoltre, quelli di Stefano Billet, presidente del Tribunale di Pistoia; Roberta Balzano, psicoterapeuta e cofondatrice dell’Istituto di Studiamente a Pistoia; India Baldi, giudice della sezione famiglia del Tribunale di Pistoia; Caterina Amadori, avvocata responsabile dell’Organismo di Conciliazione forense di Pistoia.
Il convegno è pensato in particolare come momento di formazione e approfondimento per le figure professionali che si confrontano quotidianamente con le dinamiche familiari e con le situazioni di conflitto, tra cui avvocati, psicologi e assistenti sociali.
L’Associazione Anna Maria Marino Aps, con sede a Pistoia, opera nell’ambito dell’ascolto, del supporto e della tutela delle vittime di violenza di genere, bullismo, omofobia e violenza economica, affiancando all’assistenza legale e psicologica progetti di contrasto alle nuove povertà.
L’ingresso all’incontro è libero.







