mercoledì, Settembre 9, 2026

Medicina generale, il nuovo sistema regionale allontana i medici dai pazienti

di Marcello Paris

PISTOIA – La pubblicazione della lettera aperta all’Asl (https://www.reportpistoia.com/emergenza-medici-di-famiglia-lettera-aperta-alla-asl/) con la quale alcuni pazienti (ma il problema è ampio e generalizzato) si lamentavano delle difficoltà nel rapportarsi al proprio medico di medicina generale e cosa dovesse o potesse fare l’Azienda sanitaria per eliminare o ridurre le difficoltà lamentate, ha irritato ha irritato e infastidito alcuni medici che dicendo “più di così non possiamo fare”, però si lamentano a loro volta per l’organizzazione sanitaria e le regole della convenzione che li riguarda.

Ma stigmatizzano la lettera aperta.

C’è da sottolineare che la lettera era rivolta alla Asl, che al momento si è ben guardata dal rispondere, e poi le lamentele e le proteste, se fatte in modo civile, hanno lo scopo di sensibilizzare ad un problema per capire se è reale e se può essere risolto. Un modo insomma per aprire un dialogo e confrontarsi magari attraverso i loro organismi di rappresentanza.

Ed è proprio ad uno di questi che ci siamo rivolti per capire i disagi che anche i medici, a loro dire, devono sopportare: l’organo è l’Ordine dei medici che li rappresenta nella persona del presidente dottor Beppino Montalti.

Beppino Montalti

Una lunga e fruttuosa chiacchierata che ha messo in risalto le tante criticità della professione che derivano dalle novità introdotte nel rapporto medico- paziente-Azienda sanitaria ed in particolare la Asl Toscana Centro di cui Pistoia fa parte. Una chiacchierata che cercheremo di semplificare ma che speriamo comprensibile nella sintesi.

I nuovi medici, sostiene Montalti, si sono trovati a dovere agire in un contesto di rivoluzione digitale negli adempimenti burocratici con mezzi che spesso invece di agevolare il lavoro, lo complica. Inoltre questi medici hanno instaurato un rapporto con persone di cui non conoscono la storia sanitaria e da qui ne discende la necessità di dedicare loro più tempo. Se così è, diciamo noi, per questa ultima fattispece le cose si dovrebbero aggiustare in tempi relativamente rapidi. Non si risolve, invece, la difficoltà di un contatto diretto, senza il filtro delle segreterie, stante la scarsa durata delle “finestre” a disposizione del paziente per chiamare.

Poi, continua il presidente, spesso le lamentele, che arrivano anche a noi “vecchi medici”, sono determinate dalle consolidate abitudini dei più anziani di avere il medico a disposizione con tempi molto dilatati non più compatibili con le nuove regole e lo status del medico di medicina generale.

In tutto questo c’è da aggiungere, dice ancora Montalti, la rigidità dell’organizzazione sanitaria che noi stessi attraverso l’Ordine abbiamo cercato di semplificare, con scarso successo. Per esemplificare cita il fatto che al Pronto soccorso di Pistoia non si rilasciano i certificati di malattia o infortuni come viene garantito a Firenze e Prato, costringendo il paziente a recarsi dal proprio medico, un’incombenza che sottrae tempo prezioso.

Infine, ma non ultimo, la carenza di medici, ma questo è problema annoso, con la mancanza di sostituti durante le assenze del titolare, una situazione che sovraccarica colui che è chiamato a farsi carico degli altrui pazienti.

Dal colloquio, che in parte chiarisce e ci fa capire le difficoltà dei medici, ne esce un quadro poco rassicurante, se non desolante, che ancora più ci fa capire le tante carenze nella sanità pubblica che fuori dalle apprezzabili e nobili eccellenze è carente nella routine come testimoniano le liste di attesa e il grande ricorso alla medicina privata.

Con una punta di malizia ci sia concesso di interpretare una parte del colloquio con il dottor Montalti che fra le righe abbiamo percepito una sanità pistoiese un po’ Cenerentola nell’ambito della Asl Toscana Centro, un ambito che oltre Firenze, Prato e Pistoia riguarda Empoli e il suo comprensorio.

Ci piacerebbe che quanto è stato sollevato dalle varie prese di posizione, dal colloquio con il presidente dei medici di medicina generale e dall’insofferenza di alcuni medici per le reali loro condizioni di lavoro, i responsabili della Asl dessero la loro versione ma permetteteci di essere scettici perché crediamo che ciò non avverrà, ma pronti e felici di essere smentiti.

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