mercoledì, Settembre 9, 2026

MetJazz nella città, Magalì Sare e Manel Fortià incantano il Museo del Tessuto

di Simone Tofani

PRATO – La 30a edizione del Festival MetJazz, organizzata dalla Fondazione Teatro Metastasio di Prato e diretta artisticamente da Stefano Zenni, prosegue con il programma “Is that Jazz? Trent’anni di musica a Prato”.

Questa sera porta il pubblico in un luogo inusuale per la musica, con l’evento della sezione “MetJazz nella città”, il duo Sare-Fortià si è esibito nella cornice del Museo del Tessuto della città di Prato.

Alcune immagini del concerto di Sare e Fortià al Museo del Tessuto nell’ambito della rassegna MetJazz (fotografie di Simone Tofani)

Il Museo del Tessuto, con la sua atmosfera storica e affascinante, è stato il luogo perfetto per accogliere il progetto “re-tornar” di Magalí Sare e Manel Fortià, che hanno saputo trasformare la sala del museo in un palcoscenico vibrante e intimo, dove la voce versatile e dolce di Magalí, unita al contrabbasso a tinte swing di Manel, hanno creato un dialogo musicale che muta dal malinconico al esuberante durante il suo percorso.

La loro performance si arricchisce dall’utilizzo di strumenti non convenzionali per il Jazz come il flauto traverso, due cinture di campanelle, il reco reco, giusto per citarne alcuni, ma non solo gli strumenti in scena, tutto diventa fonte di musica, dal percussione della cassa armonica del contrabbasso, allo schiocco della lingua fino allo sfiorare il fondale di scena.

Un turbinio di suoni esterni agli standard classici, che sapientemente dosati creano una melodia dove ogni nota prodotta sembra intrecciarsi con la trama dei tessuti esposti, rendendo l’esperienza ancora più coinvolgente e suggestiva per il pubblico presente.

Il loro progetto “re-tornar” ha accompagnato il pubblico all’interno di un viaggio musicale fatto di cambi di ritmo passando dai più movimentati ai più intimi, quasi sussurrati, sorretti dalla melodia contaminata da influenze culturali del mondo, come quelle che porta con sé una barca al ritorno dal suo lungo viaggio dopo aver toccato le coste più remote.

Si alternano idiomi catalani, spagnoli, italiani, portoghesi, che fluttuano tra un tango dalle tinte brasiliane ai fandango di Minorca in chiave ranchero messicano ad una Habanera che si trasforma in Guajira.

Una fusione di generi, dove il duo crea questo immaginario viaggio con una suono caldo ed ammaliante per chi lo ascolta, perfetto con l’ambiente unico che il Museo del Tessuto offre.

Un evento particolare ed intimo che ha creato, grazie alla bravura e al carisma di Magalí Sare e Manel Fortià un forte legame con il pubblico presente, in alcune canzoni è diventato parte stessa della performance.

Il festival ha ampliato i suoi orizzonti, portando la musica nei luoghi più suggestivi e particolari di Prato. La scelta da parte Fondazione Teatro Metastasio di proporre questi concerti in location uniche come il Museo del Tessuto, ha permesso di creare un’interazione profonda tra la musica e l’ambiente, offrendo al pubblico esperienze culturali e artistiche straordinarie.

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