di Riccardo Puccetti
SCARPERIA E SAN PIERO – Il primo weekend di corse automobilistiche all’Autodromo Internazionale del Mugello si è concluso questa domenica scorsa, così come i primi appuntamenti per i campionati 24h Series e TCR Europe. Qui sotto i risultati ed un breve resoconto delle principali categorie scese in pista.

24H Series – Round 1 – Michelin 12h Mugello
Il team Saintéloc Junior ha trionfato alla Michelin 12H Mugello in un finale mozzafiato, dove l’Audi R8 LMS GT3 Evo II guidata da Kaffer, Doppelmayr, Erhart, Inderbitzin e Tribaudini ha preceduto la Porsche di Herberth Motorsport per soli 5,758 secondi. Nonostante una forsennata rimonta finale di Ralf Bohn (dell’equipaggio Herberth), il team francese è riuscito a difendere il primato conquistato grazie a una progressione costante nelle ultime sei ore di gara.
Il podio è stato completato dalla Lamborghini della ARC Bratislava, vincitrice della classe GT3-Am. Il team ha guidato la corsa per lunghi tratti salvo poi scivolare in terza piazza verso la fine dell’evento. Nelle altre categorie si sono imposte Mühlner Motorsport (Porsche 992), QMMF by HRT Performance (Porsche 992-Am), Vortex (GTX) e asBest Racing (TCE-TCX). Archiviata la tappa toscana, la serie si sposterà a Spa-Francorchamps dal 17 al 19 aprile per il secondo appuntamento del campionato.
TCR Europe – Round 1 – Gara 1
Il sabato del Mugello si tinge d’azzurro Hyundai per l’apertura del TCR Europe 2026. Sulle colline toscane, Alex Ley ha trasformato la pole position del mattino in un successo pesante, dominando la corsa dall’inizio alla fine. Per il team italiano BRC si tratta di un ritorno alla vittoria nella serie europea che mancava dai tempi di Gabriele Tarquini nel 2017.
La gara è stata movimentata fin dallo stacco della frizione. Mentre Ley scattava bene, dietro di lui si scatenava il caos: Pernía è rimasto piantato in griglia e Butti è finito lungo nella ghiaia dopo poche curve. I detriti in pista e diverse auto insabbiate hanno costretto la Safety Car a entrare subito in scena per ripulire il tracciato. Alla ripartenza, Ley non ha concesso repliche, scappando via e lasciando ai compagni di marca il compito di blindare il podio.
Il secondo posto è andato al sudcoreano Junesung Park, tallonato da un ottimo Gabriele Covini. L’italiano ha stretto i denti portando a casa il suo primo podio tra i professionisti e completando una tripletta storica per la casa coreana. Oltre al trofeo del vincitore, Alex Ley si prende anche il primato tra i giovani dello Young Trophy, mentre il pilota fiorentino Sandro Pelatti festeggia il successo nel Diamond Trophy.

TCR Europe – Round 1 – Gara 2
Dopo il dominio Hyundai del sabato, la domenica del Mugello ha visto la risposta decisa di Nicolas Taylor. Partito dalla pole position grazie all’inversione della griglia, il pilota canadese non ha sbagliato un colpo, guidando la corsa dal primo all’ultimo metro. Nonostante la pressione di avversari agguerriti e ben due ingressi della Safety Car, Taylor ha gestito alla perfezione ogni ripartenza, regalando al team PMA Motorsport un successo meritato che interrompe (per il momento) l’egemonia delle auto coreane.

La battaglia per il podio è stata molto più movimentata. Alle spalle del leader, Marco Butti e Junesung Park si sono dati battaglia per gran parte della gara. Il duello si è risolto con un contatto alla prima curva che ha visto prevalere l’italiano, ma la manovra è costata a Butti una penalità di cinque secondi. Questo episodio ha rimescolato completamente la classifica finale: Butti, pur avendo tagliato il traguardo in seconda posizione, è scivolato all’ottavo posto, lasciando l’argento ad Alex Ley, che chiude così un weekend d’esordio quasi perfetto.
Il terzo gradino del podio è andato al tedesco Mike Halder, che torna a premiare la Honda e il team estone ALM Motorsport. Nelle categorie speciali Nicolas Taylor ha fatto doppietta vincendo anche lo Young Trophy. Tra i “veterani”, Sandro Pelatti si è confermato l’uomo da battere nel Diamond Trophy, coronando un fine settimana estremamente positivo per i colori della PMA Motorsport.
Foto a cura del redattore










