PISTOIA – Si è svolta con grande partecipazione e profondo significato la 50ª edizione della Maratonina del Partigiano, un appuntamento ormai storico che unisce sport, memoria e identità territoriale. A imporsi in questa edizione speciale sono stati Mirko Tondini e Linda Grazzini (CAI Pistoia), protagonisti di una gara combattuta e sentita.
Alle spalle di Tondini si sono classificati Juri Mazzei (Sempre di Corsa) e Andrea Venturi (La Stanca), mentre in campo femminile il podio è stato completato da Elena Cerfeda (Silvano Fedi) e Michela Sorgia (La Galla).
Sono stati ben 580 i podisti che hanno preso il via rendendo omaggio a una manifestazione che da mezzo secolo rappresenta molto più di una semplice competizione sportiva.

L’edizione 2026 è stata particolarmente emozionante: la prima senza Graziano Vannini, figura storica e anima organizzativa, capace di conoscere ogni dettaglio delle cinquanta edizioni, e senza Sergio Bonacchi, altro pilastro della manifestazione.
Un momento toccante si è vissuto durante la consegna di una targa commemorativa alle mogli, Tatjana Vannini e Gabriella Bonacchi, che visibilmente commosse hanno ritirato il riconoscimento. Un gesto simbolico, sospeso tra il dolore della perdita e l’orgoglio per il contributo straordinario dato dai loro cari, che hanno reso la Maratonina del Partigiano una delle manifestazioni più partecipate e amate del territorio.

Il percorso, come da tradizione, ha incantato i partecipanti attraversando il verde e le colline di Vinacciano, con il passaggio significativo presso il cippo dedicato a Silvano Fedi, partigiano a cui la gara è intitolata. Un luogo simbolico che ricorda il sacrificio di chi ha dato la vita per la libertà, rendendo questa corsa un evento profondamente radicato nella memoria storica.
A rendere ancora più speciale questa edizione è stata la realizzazione di un libro celebrativo, che ripercorre i 50 anni della Maratonina: non solo una storia sportiva, ma il racconto di un’intera comunità, dei suoi valori e della sua capacità di rinnovarsi nel tempo senza dimenticare le proprie radici.
Una giornata indimenticabile, dunque, che ha saputo unire competizione, emozione e memoria, guardando al futuro con la forza di una tradizione lunga mezzo secolo.








