mercoledì, Settembre 9, 2026

Monastero buddista nel Pisano, in estate al via i lavori

PISA (Ansa) – Partiranno nell’estate 2025 i lavori per la realizzazione del monastero buddhista a Riseccoli – Poggio alla Penna, a Pomaia, nel comune di Santa Luce in provincia di Pisa dove è già presente da tempo l’Istituto Lama Tzong Khapa.

Si tratta del primo monastero buddhista della tradizione tibetana in Italia e il primo in Europa a essere edificato da zero, sulla roccia come vuole la tradizione architettonica tibetana, a cura della Fondazione Sangha Ets e l’associazione monastica Sangha Lhungtok Choekhorling.
L’annuncio della costruzione del nuovo monastero risale ad alcuni anni fa: nel giugno 2022 era stato rilasciato dal Comune di Santa Luce il permesso per costruirlo completando così un lungo iter burocratico, iniziato nel 2007 con la consegna del primo studio di fattibilità.

Il monastero, è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa oggi, potrà riunire una comunità di studenti e praticanti, sia laici che ordinati, e fornire ospitalità a circa cento fra monaci e monache. L’area, una cava dismessa, verrà recuperata anche con la realizzazione di un Parco della contemplazione e della pace e con il miglioramento dell’antica sentieristica. Il progetto prevede uno sviluppo del monastero su tre livelli, con una corte esterna, un ambiente centrale con altare, un piano pensato per l’alloggio e la meditazione individuale e un altro a uso esclusivo del Dalai Lama.
Massimo Stordi, presidente dell’associazione Sangha Lhungtok Choekhorling ha ricordato che “da oltre 50 anni Pomaia è un punto di riferimento per il buddhismo in Occidente. L’incontro di questa mattina rappresenta per noi l’opportunità di rafforzare il dialogo interreligioso e, al contempo, raccontare il ruolo generativo e profondamente sociale delle comunità monastiche che scelgono la vita contemplativa al servizio degli altri”. Il progettista, l’architetto Gino Zavanella ha detto che il futuro monastero “rappresenta un traguardo storico per il nostro paese”: “Non è solo un’opera architettonica, ma il risultato perfetto della contaminazione tra cultura, apertura spirituale e arricchimento dell’intera comunità e, al contempo, un punto di unione tra la tradizione buddhista e la cultura occidentale”.

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