mercoledì, Settembre 9, 2026

Monopattini, parla il comandante della Municipale di Prato

di Andrea Mori

PRATO – Il nuovo Codice della strada è entrato in vigore il 14 dicembre 2024 e, com’è noto, ha portato con sé novità che coinvolgono anche i monopattini. Vediamone alcune.

Marco Maccioni, comandante della Municipale di Prato

Scatta un limite dell’utilizzo sulle sole strade urbane con limite di velocità a 50 km/h, questo significa che i monopattini non possono circolare sulle piste ciclabili e nelle aree pedonali.

Casco: fino ad adesso solo i minorenni lo dovevano indossare, adesso tutti; era e resta vietato portare passeggeri.

Obbligo di targa: i proprietari dei monopattini devono attaccare al mezzo un contrassegno identificativo adesivo, plastificato e non rimovibile, stampato dall’Istituto Poligrafico dello Stato (non ancora applicabile, non si può quindi per adesso essere sanzionati se non la si ha).

Obbligo di assicurazione (non ancora applicabile, non si può ancora essere sanzionati se non la si ha).

Abbiamo chiesto al comandante della Polizia municipale di Prato, Marco Maccioni, quale effetto abbiano sortito in città.

“Da tempo ho assegnato a un ristretto numero di operatori, il compito di monitorare la situazione riguardo a questi mezzi, e, se il caso lo richiedesse, di intervenire. Aggiungo anche, che nonostante gli incidenti seri che hanno coinvolto questi veicoli siano avvenuti fuori dal centro storico, quest’ultimo è però il luogo nel quale il loro utilizzo crea maggiore allarme sociale, anche perché molto spesso chi li usa si comporta come un pedone, per esempio spostandosi sui marciapiedi col rischio di investire qualcuno che esce dalla propria abitazione. Oppure prendono il controsenso, vanno ad una velocità non consona all’interno del centro. Cosa che ci ha fatto intervenire”.

Ha parlato di monitoraggio di questi veicoli, in che cosa consiste?

Nell’effettuare delle verifiche mirate sul mezzo, perché molte volte il monopattino tale non è. Intendo dire che spesso vengono impiantati dei sellini che, quando superano i 54 cm, “trasformano” il monopattino in un ciclomotore – o addirittura in un motociclo, se questo ha un motore termico o uno con una potenza superiore a 4 chilowatt -. In questo caso interveniamo perché il mezzo dovrebbe essere coperto da assicurazione e accompagnato da documenti di circolazione; procediamo quindi ad effettuare i sequestri, come i 35 che abbiamo eseguito nel corso del 2024 e 1, per adesso, nel 2025.

Che ne pensa di questa nuova riforma?

Riguardo alla norma già in vigore relativa ai caschi, trovo abbastanza discutibile il fatto che per chi trasgredisce sia prevista solo la sanzione pecuniaria e non una accessoria (“accessoria”: se si viola una norma è possibile incorrere in una pena aggiuntiva a quella principale ndr.) che possa intervenire sul mezzo. Quindi, sostanzialmente, ha una efficacia limitata.

Col nuovo Codice comunque sono state ribadite alcune cose, come per esempio il divieto di sosta sui marciapiedi che, in realtà, era appunto già presente in precedenza. Anche in questo caso non è però prevista una sanzione accessoria, quindi sostanzialmente non è prevista la rimozione (poi bisognerà comunque vedere). Inoltre c’è la possibilità, previa delibera della Giunta e laddove le caratteristiche strutturali del marciapiede lo consentano, di creare appositi spazi per la sosta dei monopattini; però il divieto di sosta sul marciapiede c’era anche in precedenza: mi preme rimarcarlo perché alla nostra centrale operativa arrivano molto spesso telefonate con le quali il pedone lamenta la presenza sul marciapiede di più monopattini che impediscono il passaggio, come ad esempio quando in caso di carrozzina la persona è costretta a scendere dal marciapiede per poi risalire.

Targa e assicurazione sono gli interventi più significativi: il primo è la presenza di un contrassegno identificativo, quello che si chiama il ‘targhino’ perché è più simile a quella del ciclomotore che serve per individuare il proprietario. Strettamente collegato a questo, e quindi ha una tracciabilità sull’anagrafe nazionale, ci sarà l’obbligatorietà dell’assicurazione, in assenza della quale verranno quasi sicuramente applicate le sanzioni del Codice della Strada (articolo 193). Quindi non soltanto una sanzione pecuniaria amministrativa, ma anche una accessoria della confisca previo sequestro del mezzo, almeno questo è l’iter che ci aspetta.

Relativamente all’obbligo del casco, per adesso come sta andando con le sanzioni?

Abbiamo già effettuato le prime decine per quanto riguarda la circolazione senza casco, però come le ho detto adesso, essendo una violazione che è non è supportata dalla sanzione accessoria ma solo da una pecuniaria di 50 euro, che, se pagata pagata entro 5 giorni, addirittura viene ridotta del 30%. Sulla base di quello che si è visto fino adesso è poco incisiva, anche perché molto spesso chi utilizza questi mezzi sono persone giovani, che non sempre hanno un lavoro stabile o un lavoro in assoluto, per cui molte volte la somma non viene pagata. Capita poi che ci siano situazioni di difficoltà nel trovare la persona sanzionata perché è probabile che questa abbia cambiato residenza, oppure che ne abbia una temporanea fittizia.

I monopattini, molti cittadini lo sanno, vengono spesso utilizzati dagli spacciatori come mezzi per consegnare la droga. Lei crede che con il nuovo Codice il loro “lavoro” sarà reso un pochino più difficile?

La nostra è una attività mirata e finalizzata all’attività di circolazione della strada. Tuttavia, durante i controlli che abbiamo eseguito, siamo arrivati effettivamente a scoprire con la nostra unità cinofila che accompagnava gli interventi che sul monopattino – nello spazio centrale del veicolo – veniva tenuta la sostanza. Quindi credo che per questa categoria di utenti il meccanismo sia ancora più stringente: se la sanzione costa 50 euro e la dose che io trasporto me ne fa guadagnare 150…

A oggi il monopattino è uno strumento che molte persone utilizzano come se fossero dei pedoni, sentendosi appunto in diritto di muoversi come tali. È questo, io credo, alla fin fine, il punto centrale della questione. Con queste norme mi pare che invece si cerchi di far capire che ci sono luoghi, spazi e modalità diverse e più vicine a quelle dei velocipedi, delle biciclette o dei ciclomotori.

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