martedì, Ottobre 20, 2026

Monsummano, inaugurato l’Ospedale di Comunità della Valdinievole

di Stefano Di Cecio

Monsummano Terme – Venti posti letto per le cure intermedie: inaugurata oggi la nuova struttura a Monsummano in via Fonda 206. Si tratta del nuovo ospedale di Comunità della Valdinievole, struttura dell’Azienda USL Toscana Centro realizzata per potenziare l’assistenza territoriale e le cure intermedie quindi rispondere ai bisogni di persone che necessitano di cure sanitarie continuative, ma non di un ricovero per acuti. L’accoglienza dei primi pazienti è prevista a partire da novembre. Al taglio del nastro erano presenti il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il Direttore Generale dell’USL Toscana Centro Valerio Mori, il Presidente della  Società della salute (Sds) Valdinievole e sindaco di Monsummano Simona De Caro e il direttore della SDS Stefano Lomi , quindi la responsabile del Coordinamento Sanitario dei Servizi Zona Valdinievole Claudia Pili. Erano altresì presenti Lisa Amidei Sindaca di Larciano, Fabio Berti Sindaco di Cresima Uzzanese, Beatrice Giannanti Assessora di Ponte Buggianese, Gilda Diolaiuti Sindaca di Pieve a Nievole, Marzia Niccoli Sindaca di Massa e Cozzile, Cristiana Inglese Assessora del Comune di Pescia, Anna Trassi Sindaca di Lamporecchio.

Il taglio del nastro – Foto di Stefano Di Cecio

La struttura, di proprietà dell’Azienda sanitaria che precedentemente ospitava una RSA, , è stata ristrutturata prevalentemente con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il progetto ha visto l’ampliamento della struttura esistente su una superficie di intervento di circa 1.150 mq (su un immobile di 4.800 mq). Si sviluppa su due piani, 11 camere: 9 doppie e 2 singole. Il finanziamento totale è stato di 4,37 milioni di euro, dei quali 3,50 milioni di euro con fondi PNRR e 873.860 euro da altre risorse pubbliche. All’ingresso faceva bella mostra di sé un pannello, una sorta di Tazebao dove i presenti hanno potuto scrivere un pensiero su questa importante inaugurazione. 

Una struttura intermedia tra ospedale e domicilio

Previsto dal decreto ministeriale 77/2022, l’ospedale di Comunità è una struttura di ricovero dell’assistenza territoriale. È rivolto a persone che non necessitano di cure ospedaliere per acuti, ma che non possono ancora essere assistite adeguatamente a casa. Può accogliere pazienti provenienti dall’ospedale, dopo la fase acuta della malattia, oppure direttamente dal domicilio, quando le condizioni cliniche richiedono un livello di assistenza superiore a quello disponibile a casa.

Tra i destinatari rientrano persone con patologie croniche riacutizzate, problemi clinici di minore gravità o necessità di monitoraggio e assistenza sanitaria continuativa. Il ricovero consente di proseguire le cure, sostenere il recupero dell’autonomia e preparare il rientro al domicilio o il passaggio verso un’altra soluzione assistenziale appropriata. La degenza ordinaria prevista è di 20 giorni, con possibilità di proroga eccezionale fino a 30 giorni, in base alle condizioni cliniche e al progetto assistenziale.

Il nuovo ospedale di Comunità è inserito nella Zona-Distretto Valdinievole e opera secondo un modello integrato con la rete sanitaria territoriale. Il riferimento specialistico comune è la Geriatria dell’ospedale di Pistoia, in raccordo con il reparto di Medicina dell’ospedale di Pescia. L’obiettivo è assicurare continuità tra l’assistenza ospedaliera e quella territoriale, evitando interruzioni nel percorso di cura.

Un momento dell’inaugurazione – Foto di Stefano Di Cecio

Assistenza infermieristica 24 ore su 24

La presa in carico è affidata a un’équipe multidisciplinare composta da medici, infermieri, operatori sociosanitari e professionisti della riabilitazione. L’assistenza infermieristica è garantita 24 ore su 24, sette giorni su sette. L’attività medica sarà assicurata da geriatri; è inoltre previsto, secondo la normativa nazionale e regionale, il possibile coinvolgimento dei medici a ruolo unico di assistenza primaria.

L’ospedale di Comunità dispone anche di attrezzature per il monitoraggio e gli accertamenti di primo livello, tra cui ecografo, elettrocardiografo, Holter pressorio e strumentazione POCT per alcuni esami ematici.

Abbiamo rivolto alcune domande ai vari protagonisti dell’operazione:

Stefano Lomi: “Siamo molto contenti perché è un presidio davvero importante e significativo per la Valdinievole. Il PNRR ci lascia in eredità tante strutture, questa forse è quella più importante perché vi si svolgerà un servizio davvero essenziale nella presa in carico delle persone che, dimesse dall’ospedale o in uscita dal pronto soccorso, non hanno immediatamente la possibilità di tornare a casa perché ancora bisognose di una fase di stabilizzazione con la somministrazione di terapie e di cure. Si tratta di permettere alle famiglie che si trovano a dover affrontare un fatto inedito, uno scompenso, una situazione di disagio fisico e di salute di un familiare, di organizzare la propria abitazione per dotarla di strumentazione adeguata per poi poter continuare la terapie a casa. Sul territorio non avevamo mai avuto una struttura di questo genere, in precedenza dovevamo andare a cercare questi posti altrove, ora invece avremo 20 posti a disposizione in Valdinievole.

Valerio Mari aggiunge: “Oggi apriamo un ospedale di comunità che consente alle persone in dimissione pronte per lasciare l’ospedale ma non pronte per tornare a casa di poter godere di una fase di assistenza qualificata ma di minor livello rispetto a quella ospedaliera. Viceversa potrà essere utilizzata come filtro per evitare accessi impropri all’ospedale di persone che potrebbero beneficiare di un setting  di questo tipo con personale medico infermieristico e OSS  a supporto”.

Simona De Caro: “Non è stato un percorso facile, nato nel 2022 quando qui c’era la RSA Stella e di conseguenza la necessità di trasferirla e trovare una nuova struttura. Grazie alla sensibilità di un’altra sindaca, Gilda Diolaiuti, grazie alla perseveranza dell’ingegner Elena Sinimberghi, siamo riusciti a trovare un’altra struttura che è diventata la nuova RSA Stella e quindi iniziare il lavoro per realizzare questo Ospedale di Comunità. Posso assicurare che per noi Sindaci e per la Società della salute è fondamentale sapere di essere ascoltati”. 

Le Autorità con il personale medico – Foto di Stefano Di Cecio

Eugenio Giani: “Il piano nazionale di ripresa e resilienza, il cosiddetto PNNR, è articolato in modo differenziato in sei grandi missioni. La prima missione è quella della innovazione tecnologica del patrimonio della cultura, la seconda quella dell’ambiente, la terza quella del trasporto e delle infrastrutture, la quarta quella della istruzione della formazione, la quinta quella del lavoro  e la sesta è quella della sanità. Il modo in cui sono distribuite le risorse cambia a seconda delle sei missioni. Quando fu impostato il PNNR ovvero nel 2021, con il Ministro Roberto Speranza fu deciso che gli 8 miliardi che a livello nazionale venivano assegnati alla missione  sanità, fossero ripartiti secondo criteri oggettivi fra le regioni e poi fossero gestiti singolarmente dalle regioni stesse. Come Regione ho voluto privilegiare la riforma della sanità territoriale che era composta da due voci fondamentali:  le case di comunità e gli ospedali di comunità. Almeno due terzi dell’importo di 453 milioni destinato alla Regione Toscana li abbiamo orientati su quelle che, dopo la stesura dei progetti nel 2004, risultarono essere 70 case di comunità e 23 ospedali di comunità. Quello che inauguriamo oggi è uno degli ospedali di comunità che ha comportato una spesa di 4 400.000 per ristrutturare radicalmente un immobile che era una RSA. Importo che consente di avere 20 posti letto per una funzione che è quella della lunga degenza, quella che non è possibile fare nell’ospedale e che spesso crea un trauma al cittadino che, dopo un intervento chirurgico delicato, si trova a dover vivere, soprattutto se si tratta di persone anziane, il reinserimento nell’ambiente domestico dopo due o tre giorni dall’intervento. Nella Valdinievole abbiamo colto il forte impegno che Simona De Caro aveva posto per arrivare alla riutilizzazione di una struttura di proprietà pubblica ma utilizzata da una cooperativa privata per la gestione di RSA, nella funzione ha oggi. 

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