mercoledì, Settembre 9, 2026

Monsummano, muore la madre e tenta il suicidio barricandosi in casa

MONSUMMANO – Si è risolta dopo 8 ore la vicenda che vedeva un uomo barricato in casa con l’intenzione di suicidarsi.

E’ successo ieri pomeriggio, 9 agosto, a Pozzarello, nel Comune di Monsummano Terme. Grazie all’intervento di personale specializzato dell’Arma dei Carabinieri, il 47enne italiano, soggetto psichiatrico, è stato immobilizzato ed affidato alle cure dei sanitari.

Il team Sos dei carabinieri

Tutto ha avuto inizio nella mattinata quando sull’utenza d’emergenza del 112 è giunta la segnalazione che l’uomo, dopo il decesso per cause naturali della madre 84enne, si era barricato in casa non permettendo l’ingresso ai familiari e al medico per gli atti relativi alla costatazione della morte.

E’ stato attivato immediatamente il protocollo per la gestione di tali eventi. Sul posto sono stati dirottati militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Pistoia, del Comando Compagnia Carabinieri di Montecatini Terme e della Stazione di Monsummano Terme, coordinati dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Pistoia, Colonnello Stanislao Nacca, in costante contatto con il pubblico ministero di turno.

La negoziazione

La tensione era altissima in quanto l’uomo, disperato, minacciava di tagliarsi la gola con un coltello in caso di un intervento. Un primo tentativo di riportare alla ragione l’uomo dai suoi insani intenti è stato attuato dal negoziatore dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Pistoia, ruolo ricoperto da un maresciallo specializzato presso l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative di Velletri (RM), per intervenire rapidamente per risolvere situazioni di crisi con lo strumento dell’ascolto attivo, appunto “la negoziazione”.

Il militare ha cercato immediatamente di entrare in empatia con l’uomo. Per circa 7 ore, utilizzando diversi metodi di approccio, ha condotto un’estenuante trattativa attraverso conversazioni dirette o telefoniche con l’intento di farlo desistere dai suoi intenti, effettuata in un ambiente reso difficoltoso anche per le alte temperature.

A supporto dell’attività negoziale è stato anche impiegato un “team” della S.O.S. (Squadra Operativa di Supporto) del 6° Btg. Carabinieri “Toscana” con sede a Firenze, unità altamente qualificata nella risoluzione di interventi che incidono fortemente sull’ordine e sulla sicurezza pubblica.

Dopo la complessa trattativa, visto che l’uomo continuava a rifiutare qualsiasi tipo di aiuto e minacciava di uccidersi, è stato autorizzato l’intervento del “team” S.O.S. i quali dopo aver abbattuto ogni ostacolo fisso interposto tra loro e l’uomo, hanno provveduto alla sua immobilizzazione, utilizzando la pistola ad impulsi elettrici (Taser X2).

L’uomo, che prima dell’intervento dei militari si era inferto due ferite alla spalla e al petto con un coltello da cucina, è stato immediatamente soccorso dal personale sanitario già presente nell’area di operazione e trasportato all’Ospedale San Jacopo di Pistoia con parametri vitali stabili. Le autorità competenti hanno emesso nei suoi confronti un trattamento “A.S.O.”

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