MONTALE – Sono 31 i lavoratori a rischio licenziamento, 28 dipendenti di Ladurner, attuale gestore del termovalizzatore di Montale, e tre di Cis. Giovedì scorso i sindacati hanno incontrato i sindaci di Montale, Agliana e Quarrata per discutere su una eventuale chiusura del termovalorizzatore.
Per le OOSS è importante la proposta fatta al tavolo sindacale che prevede una proroga di 3 anni più eventualmente un ulteriore anno, per ammodernare l’attuale impianto e contestualmente la definizione di nuovi progetti che salvaguardino l’occupazione.
“Se il piano regionale dei rifiuti ha previsto oltre 30 impianti e stenta la loro realizzazione stenta a Montale si pensa di dismettere il termovalorizzatore. 28 lavoratrici e lavoratori alle dipendenze della Ladurner (attuale gestore) e 3 di CIS, professionalità ed esperienza caratterizzano il personale, il lavoro come strumento di dignità, famiglie che vivono di lavoro” spiegano Bettini di FP Cgil, Giannini di Fit Cisl e Benevieri di Uil Trasporti.
I sindacati hanno riunito lavoratori e lavoratrici in assemblea: “La preoccupazione negli occhi di chi di lavoro vive era evidente: Salvate i nostri posti di lavoro, qui, a Montale!”
I sindacati seguono da vicino la vertenza: “Abbiamo incontrato L’amministratore di Cuis e i tre sindaci, non saremo noi a dire quale impianto realizzare, questo compito spetta alla politica, noi diciamo forte di non mettere in contrapposizione il Lavoro alla Salute e Sicurezza, per noi questi sono due capisaldi ineludibili, è possibile continuare a lavorare in sicurezza, come fino ad oggi è stato, in questo sito.”
“L’impianto di Montale è un termovalorizzatore, non un inceneritore, questo produce energia elettrica e smaltisce rifiuti, anche dopo la più spinta raccolta differenziata esiste un rifiuto indifferenziato, che differentemente andrebbe in discarica o ad altro impianto di termovalorizzazione, aggravando il costo della tariffa dei rifiuti e diminuendo la disponibilità di risorse nei bilanci delle tre amministrazioni. Negli anni gli utili e i ristori ambientali sono confluiti nei bilanci dei comuni, creando così, un circolo positivo che permette alle amministrazioni di investire in servizi pubblici alla collettività” concludono i sindacati.







